LA BATTAGLIA DI VERDERIO
PREGATE PER LI POVERI MORTI
NELLA GRAN BATTAGLIA
TRA FRANCESI E AUSTRO-RUSSI
QUI COMBATTUTA IL 29 APRILE 1799
"Quest’iscrizione, apposta a un crocione di legno, piantato nei campi a pochi passi da Verderio Superiore, io leggeva tornando da una vicina sagra, il giorno di santa Teresa del 1833. La leggeva forse per la ventesima volta, eppure, come la prima fosse, mi commoveva d’intima melanconia il paragone fra questa grande battaglia di poche migliaja d’uomini e i gloriosi macelli di Wagram e di Jena; mi commoveva quell’indistinto ricordo di tanti infelici, quivi periti, lontan dalla patria, sconosciuti, incompianti; uccisi non sapendo da chi; combattendo senza conoscere il perché....."
Così comincia una novella di Cesare Cantù scritta nel 1834 e contenuta nell'antologia "Novelle Lombarde". Non possiamo esserne sicuri, ma il crocione citato potrebbe essere la versione precedente di quello che oggi troviamo sulla strada per Cascina Airolda (vedi foto): ora è in metallo e purtroppo la targa è andata persa.
Forse il crocione a cui si riferisce la novella non si trovava realmente qui, lungo questa strada, ma a me piace pensarlo: anche qui siamo pochi passi da Verderio Superiore e ci troviamo in mezzo a quei campi dove, più di 200 anni fa, si svolse la sanguinosa battaglia descritta nella novella.
Battaglia che fu, per la precisione, combattuta il 28 aprile 1799 fra le truppe austro-russe (comandate dal gen. Vucassovich) e le truppe francesi (guidate dal gen. Sérrurier): dopo aspri combattimenti i francesi, asserragliati nell'abitato di Verderio Superiore, furono obbligati alla resa. La battaglia fu cruenta e si ebbero più di tremila morti, tra militari di ambo le parti e civili.

Ul Cruson de Verdée
"Ma quel ch’era vero, udivasi un continuo fucilare, un cannonamento, come il tuono d’agosto. Gesù, Maria, abbiate compassione di tante povere anime! diceva la Rita. — E de’ poveri loro parenti, soggiungeva la madre, perchè ben ci accorgevamo che si faceva battaglia. Di fatto abbiam saputo di poi che i Francesi, guidati da Serrurier, si ritiravano dinanzi agli Austro-Russi, finchè, ributtati in questa campagna appunto, fecero testa, combatterono come leoni; e sebbene assai minori di numero, la fecero pagar cara ai nemici, ed ammazzatone un buon dato, si gettarono nel palazzo che vede là, dell’illustrissima casa, e si difesero tanto da ottener un’onorevole capitolazione, che, invece del castellano, fu firmata dal fattore, mio compare, e se n’andarono..."
Correva l’anno 1799. Napoleone Bonaparte era impegnato in Egitto ed impossibilitato a rientrare velocemente. Le maggiori potenze europee decisero una nuova cooalizione contro la Francia e partirono all'attacco. Austria e Russia mobilitarono eserciti poderosi per le campagne di Germania ed Italia
Dopo aver riconquistato il veneto, le armate austro-russe penetrarono in Lombardia fino al fiume Adda; l'esercito francese per un certo periodo riuscì a bloccarle al di là del fiume, ma alla fine gli austo-russi riuscirono a passare in più punti puntando decisi verso Milano. L’armata guidata dal Gen. Serrurier rimase così tagliata fuori, isolata dal resto dell'esercito francese.
Il Gen. Serrurier, resosi conto di avere i nemici sia a Nord-Ovest (passati da Brivio) che a Sud (passati da Trezzo), dispose le sue truppe a Verderio Superiore: fu occupato il nucleo abitato, si costruirono trincee, furono piazzati i cannoni e la campagna tutta intorno venne allagata, deviando la Roggia Annoni ed i canali di irrigazione. Villa Confalonieri (ora Villa Gnecchi) fu adibita a quartier generale.
La battaglia iniziò nel primo pomeriggio a partire da Cascina Francolino al confine di Verderio con Bernareggio e Ronco. In un primo momento i difensori tennero testa all'avversario con un nutrito fuoco di artiglieria, passando perfino al contrattacco con cariche di cavalleria. La battaglia continuò fino a sera e nonostante la disparità numerica (3000 franco-piemontesi contro più di 10000 austro-russi) fu ostinata e sanguinosa e per lungo tempo indecisa, finché i francesi furono costretti ad arrendersi per mancanza di munizioni, ma dei tremila morti rimasti sul campo molti erano austriaci. Moltissimi furono anche i feriti, cascina Francolino venne adattata ad infermeria.

Villa Gnecchi-Confalonieri
"Così passa un mese, passano due, passa l’intero inverno; quando tutt’in un subito si vede una strana mutazione; e i carcerieri, capisce lei? i carcerieri divenire mansueti come uomini. Che è! che fu? Ella sa bene che cos’era. Quegli altri avevano dovuto far fagotto un’altra volta: i Francesi tornavano: e un bel dì ci aprono i chiavacci, e Andate in pace....."
"Che brutta cosa è la guerra! Ma lei, signorino, che sa di lettere; dica mo, non si potrebbe farne di manco della guerra? E accomodarsi come noi villani accomodiamo le nostre baruffe, dando un colpo al cerchio, uno alla botte, senza venire alle coltella? E quei che sono causa di tanti mali, può far Dio che godano pace, e che intendano salvar l’anima..."
Ma, come descrive anche la novella, i francesi tornarono a Verderio dopo pochi mesi a seguito della “seconda campagna d’Italia”: Napoleone tornato dall’Egitto e divenuto Primo Console riorganizza l’esercito e con la battaglia di Marengo riconquistò la Lombardia e buona parte dell’Italia Settentrionale. Terminata però l’era Napoleonica, con il Congresso di Vienna fu costituito il Regno Lombardo-Veneto nuovamente sotto l’influenza austriaca.
Ora abbiamo l’Europa Unita senza più frontiere che ci dividono e spesso ci dimentichiamo che fino a 70 anni fa l’Europa era praticamente sempre in guerra e che il nostro Bel Paese era oggetto di conquista, conteso tra le grandi potenze europee.

Cascina Francolino
"Ved’ella questa pianura di campagna, tutta piantata a gelsi, tutta ricca di grano turco? Io la vidi rasa come questa palma di mano, con terrapieni qua, e là fossati, con vestigia di fuochi, di spedali, di trabacche, e quel ch’è peggio, sparsa di sangue, di morti, di feriti, e gente ingorda che andava a frugarli per cavarne di tasca alcuni quattrini, e spogliarli di quei pochi cenci. Molti anni non passeranno, e nessuno più se ne ricorderà; più nessuno dirà un requiem ai morti della battaglia di Verderio. Ma noi, noi ogni sera, quando di brigata si recita il rosario, preghiamo pei poverini, morti in quella; e insieme pei carcerati, per chi milita lontano da casa sua, per chi fa soffrire tanto agli uni e agli altri..."
Così termina la novella ed effettivamente Cesare Cantù è stato profeta perché sono passati più di 200 anni e sono tanti quelli che passano frettolosi per queste strade, ma pochi quelli che sanno di questo pezzo di storia.
Per maggiori informazioni sulla battaglia:
http://bartesaghiverderiostoria.blogspot.it/2010/05/la-battaglia-di-verderio-28-aprile-1799.html
Per maggiori informazioni sui luoghi:
www.comune.verderio.lc.it e www.comune.bernareggio.mb.it
Per la versione integrale della novella di Cesare Cantù:
https://it.wikisource.org/wiki/Novelle_lombarde_(Cantù)/La_Battaglia_di_Vederio
La multicache
Le coordinate del listing si riferiscono al parcheggio consigliato per arrivare allo stage 1. In realtà potete raggiungerlo anche in macchina, sempre che sia abbastanza alta, con buone sospensioni e non vi importi troppo di infangarla. Per gli altri stage, non ci sono particolari problemi: usate la macchina.
Per raggiungere la posizione finale dovrete recarvi anche agli altri stadi indicati e ricavare i numeri corrispondenti alle lettere. Toccherete così alcuni luoghi dove si tenne la battaglia.
Non è necessario fare gli stage in sequenza. Le informazioni si possono raccogliere in tempi diversi.
I primi due stage sono sconsigliati di notte: il primo per la mancanza di visibilità, il secondo perché i giardini sono chiusi dalle 20 alle 8.
N 45° 39.ABC - E 009° 25.DEF
Stage 1
Siete al “Crusun de Verdée” e, se non lo avete ancora fatto, potete fare un bel found alla cache di Piqi.
Da dove vi trovate (anche spostandovi di qualche metro) riuscite a vedere il campanile di Verderio Superiore?
Ovviamente si intende di giorno. Di notte potete usare l'immaginazione, ma potreste sbagliare.
Se sì, A = 9
Se no, A = 8
Stage 2
Siete nei giardini della villa, anche qui se non lo avete ancora fatto potete fare un bel found alla cache di Piqi.
Al centro dei giardini trovate una bella fontana. Chi rappresenta, Nettuno o Minerva?
I giardini sono chiusi di notte: dalla strada la fontana è ben visibile, ma la statua al centro potrebbe risultare non ben identificabile.
Se Nettuno, B = 1
Se Minerva, B = 2
Stage 3
Siete in una rotonda con al centro un bellissimo platano, che forse ha visto la battaglia (l'età c'è tutta) .
Qui abbiamo due quesiti. Primo: come si chiama questa località?
Se Largo della Vittoria, C = 6
Se Largo della Battaglia, C = 7
Secondo quesito: ci sono una croce ed una lapide a ricordo dei Morti nella Battaglia di Verderio.
Dove sono poste? Su uno stele oppure su una colonna?
Se Stele, D = 2
Se Colonna, D = 1
Stage 4
Siete alla Cascina Francolino, di fronte ad un monumento dedicato ad una vittima della battaglia.
Quale la sua nazionalità, Francese, Austriaco o Ungherese?
Se Francese, E = 5
Se Austriaco, E = 6
Se Ungherese, E = 7
Stage 5
La rotonda dove vi trovate è situata all'incrocio tra tre comuni. Guardate la targa sul muro.
In quale comune si trova Cascina Francolino: Ronco Briantino, Verderio o Bernareggio?
Se Ronco Briantino, F = 7
Se Verderio, F = 6
Se Bernareggio, F = 5