BETTOLA
Il nome - come per altre località milanesi e lombarde - deriva dal fatto che originariamente non era che una semplice osteria: per la precisione "la bettola" di Biassano.
Quest'ultimo era il villaggio vero e proprio: quattro case, più tardi anche la chiesetta di San Michele fondata dai Longobardi (per alcuni anni l'intero cascinale rimase praticamente abbandonato e in rovina, fu poi demolito per interventi di ricostruzione a fini residenziali).
Biassano stava in posizione più riparata e tranquilla rispetto alla taverna che, per servire i viandanti, si trovava viceversa lungo lo stradone grande: quasi sicuramente all'angolo tra le vie Matteotti e XXV Aprile (furono poi abbattute alcune vecchie case presenti sulle mappe settecentesche, con un bugigattolo di osteria, sostituite da una moderna palazzina).
Qui in origine era infissa la settima pietra miliare della strada Milano-Cremona, tracciata dagli antichi agrimensori romani.
Della medesima epoca sono cocci, frammenti di vasellame, mattoni e tegole venuti alla luce nell'area sulla quale è cresciuta la nuova chiesa parrocchiale della "Sacra Famiglia".
Forse modeste testimonianze di una abitazione, una villa rustica, magari appartenuta a qualche centurione al servizio dell'Urbe, premiato con l'assegnazione di terre per aver contribuito alla sconfitta degli indigeni Celti.
La presenza dei quali è accertata proprio nel "podere della Bettola" di pertinenza della Cascina Sargenti; l'esatta ubiicazione delle tombe qui rinvenute, rimane purtroppo ignota.
La zona interessata dall'edificio religioso un tempo veniva denominata "prato Croce" o "Crocezza".
Mattoni più recenti da quelli rinvenuti nel "prato Croce", antichi ma non di età romana, sono quelli che danno corpo alla cascina Sargenti, al centro del paese e a ciò che rimane della Cà Matta, prospiciente il Parco della Pace.
Sulle mappe catastali del 1722 la cascina Sargenti si divide in due ali distinte: abitazioni per salariati a nord della Paullese; a sud le stalle, i magazzini e la residenza padronale.
Cà Matta (una volta cascina Amata) si articolava in una serie di modesti fabbricati disposti in fila. Completava il paese la cascina castelletto di proprietà dei Conti Annon i: casa con colonnato e portico, stalla a lato (oggi elegantemente ristrutturate).
Altro non c'era a Bettola: né l'edificio nel quale ha sede l'Osteria del castelletto né la Casa Mauro, entrambe più tardive.