Questa è una mini serie di tre cache collocate sul sentiero che collega Bracchiello al santuario di Santa Cristina, la rupe ove sorge il santuario è un luogo molto conosciuto nelle valli di Lanzo, oggetto di pellegrinaggi, con un panorama notevole.
Alla bellezza di quel luogo ora si aggiunge il piacere di raggiungerlo attraverso un sentiero “riscoperto”, grazie anche all’impegno dei volontari del CAI Lanzo che lo scorso aprile lo hanno recuperato. Questo storico percorso parte dalla frazione Bracchiello (843 m) del Comune di Ceres e raggiunge il santuario in circa due ore. Un vecchio, bellissimo e sorprendente sentiero di pietra e sudore fa raggiungere la piccola deliziosa borgata dei Monti di Voragno (973 m), col sentiero n. 261 e un pezzettino del n. 260, e poi Santa Cristina (1340 m) con il n. 242A.
Bracchiello, era il paese dei saraié, i fabbricanti di serrature, ed ora è uno dei borghi alpini rimasti più intatti di tutte le Valli di Lanzo e merita una visita, perdendosi tra le sue abitazioni.
Percorrendo la strada provinciale 1 delle Valli di Lanzo non si entra in Ceres ma si svolta a sinistra per poi imboccare il bivio per Bracchiello a circa 3 km da Ceres. Si svolta a destra (cartello) percorrendo una ripida strada asfaltata che seguirete fino al termine (400 metri circa). Qui potrete parcheggiare l’auto. Il cartello del CAI, con le indicazioni per i Monti di Voragno (sentiero n. 261), lo si trova percorrendo brevemente la sterrata che si stacca a destra del lavatoio, poco prima del termine della strada asfaltata.
Raggiunto il bivio per il sentiero 260, inizia la seconda parte della passeggiata. Si prosegue lungo una sterrata che affianca uno sparuto nucleo di baite in pietra e si raggiunge il villaggio dei Monti di Voragno adagiato in una conca luminosa e silenziosa. Una manciata di case ordinate e di gradevole architettura, a cui si è aggiunta di recente una piccola cappella dalle forme particolari. Per proseguire per Santa Cristina si deve a questo punto risalire il versante Ovest che scende dalla rupe.
Qui il sentiero è sempre storico in quanto costeggiato, nella prima parte, da bellissimi muretti a secco e spesso costituito da ottime gradinate in pietra che facilitano la marcia. In alcuni tratti si notano alcuni gradini in legno, segno di recenti interventi di manutenzione.

Per chi ama i boschi, l’ultima ora di ascensione, prima di toccare la sommità della rupe, è incantevole. L’anima profonda, silenziosa di questi boschi saprà consolarvi se su questi percorsi porterete sulle spalle non solo il vostro zaino ma anche il peso della vita con le sue delusioni, le sue amarezze. La preghiera è stare in silenzio in un bosco, disse Mario Rigoni Stern. Provatelo qui, su queste montagne. Lasciatevi abbracciare dalle fronde degli alberi, giocate a nascondervi dal mondo, a fuggire dalle sue mille e più chimere e ritrovatevi.
Poco prima di raggiungere la scalinata che porta al Santuario di Santa Cristina, si incontra un pilone votivo. Alle sue spalle è situato un punto panoramico molto interessante. In questa zona troverete il tesoro.

Ma il bello deve ancora venire: appena saliti i gradini che conducono sulla sommità, se si ha la fortuna di fare questa escursione con tempo bello ed ottima visibilità, potrete ammirare ampi panorami. È possibile fare la circumnavigazione del Santuario e poter così osservare a 360° i paesaggi che si dispiegano alla vostra vista. Dalla bassa valle di Lanzo alla Val d’Ala, fino alla sua testata con le vette imponenti e la Val Grande.