[ITALIAN VERSION]
29 Giugno 1944: l'eccidio di San Pancrazio
La mattina del 29 giugno 1944 Civitella, Cornia e S. Pancrazio, tre paesi situati nell’arco di colline che separa la Valdichiana dalla Valdambra, vengono circondati da unità della divisione corazzata Hermann Goering, che hanno la consegna di uccidere tutti gli uomini di età superiore ai quindici anni e di dare le case alle fiamme. Le vittime quella mattina saranno 244.

Le truppe tedesche arrivarono a San Pancrazio all’incirca tra le 5,30 e le 6,00 del mattino. Dopo aver perquisito le abitazioni e messe in fuga le donne con i bambini, vennero radunati gli uomini nella piazza principale e trattenuti lì fino verso le 14,00 del pomeriggio.
Quando però giunse dal paese di Civitella un nuovo contingente di truppe, cessò la calma apparente e iniziarono “quelle attività che avrebbero condotto alla carneficina e alla distruzione del paese”, anche se le prime uccisioni erano avvenute proprio dentro le abitazioni. Gli uomini furono quindi condotti alla vicina Fattoria Pierangeli, dove i soldati tedeschi sottrassero loro i documenti. Nel pomeriggio vi furono portati altri uomini rastrellati nelle varie abitazioni, finché, intorno alle 17, cominciarono le prime esecuzioni effettuate con un colpo di pistola alla nuca, dopo che i prigionieri erano stati messi in fila uno per uno nelle cantine della fattoria.
Le vittime del massacro di San Pancrazio risultano in totale 73 (60 morti nella cantina Pierangeli e gli altri nelle varie case e nella campagna intorno).
Nel numero viene inclusa anche Modesta Rossi, staffetta partigiana, uccisa a Solaia quello stesso giorno con il bambino in braccio, poiché si rifiutò di rivelare ai fascisti aderenti alla Repubblica di Salò, che erano andati ad interrogarla, il nascondiglio dei partigiani che operavano in quella zona.
L’operazione avrebbe dovuto contribuire a ridurre l’attività partigiana per arrestare definitivamente l’avanzata degli alleati o comunque rallentarla permettendo il completamento della Linea Gotica cui si lavorava da mesi, ma che ancora non era stata ultimata. Così si “ripulivano” strade e abitazioni terrorizzando la popolazione civile da parte di soldati che, evidentemente, non avevano più nulla da perdere.
Oggi a San Pancrazio vi è un Museo della Memoria. Sotto di esso è stato piantato un roseto in memoria dei civili trucidati dove ogni pianta ha una targhetta che riporta il nome di una vittima.

Nella parte alta del giardino si trova, una grande statua marmorea opera di Firenze Poggi: una madre dalle potenti braccia ha con sé i propri figli, guarda l’orizzonte e sul leggio espone una scritta: “Qui a perpetuo ricordo dei misfatti della storia, nel luogo segnato dalla tragedia, una madre afferma la vita come un faro sul giardino delle rose…. verso la valle”.

Il gruppo musicale "Casa del vento" ha dedicato una canzona al roseto di San Pancrazio, intitolata "70 rose". Il testo (solo in italiano) si trova in fondo al listing.
= ATTENZIONE: LA CACHE NON È DENTRO IL ROSETO! =
= PER FAVORE RIMETTERE ESATTAMENTE COME è STATA TROVATA. ATTENZIONE AI BABBANI!! =
== NON C'È LA MATITA, PORTATEVELA DIETRO!! ==
[ENGLISH VERSION]
June 29, 1944: the slaughter of San Pancrazio
It was around 5.30 a.m. when the German troops reached San Pancrazio. Once searched the houses, put the women with their children to flight, the men were assembled in the main square and held there till 2 p.m
When a new contingent of troops came from the town of Civitella, the apparent quiet stopped and «those activities that would lead to the slaughter and to the destruction of the town» began, even if the first killings had already happened inside the houses of the small village. The men were brought to the near Farm Pierangeli, where the German soldiers robbed them of their personal documents. In the afternoon other civilians, raked up in the various houses, were brought there. At about 5 p.m. the first executions started with a shot in the nape, after having put the prisoners in a line.
The victims of the slaughter of San Pancrazio were 73, including the 60 men killed in the wine cellar of Pierangeli Farm and the others in the various houses and all around the countryside.
Among the victims is also included Modesta Rossi, killed with her child in Solaia that same day , because she refused to reveal to the fascists, who had gone to question her, the hiding place of the partisans.
In San Pancrazio today there is a Museum of Memory.. In the garden behind the building a rose garden has been planted in memory of the civilians; each rose bush has a plaque which recalls all people engraved on it. In the upper part of the garden a big marble statue by Firenze Poggi looks towards the horizon and on the lectern bears the inscription: “Here, in eternal memory of the horrible deeds of history, in the place marked by tragedy, a mother affirms life like a lighthouse in the rose garden... towards the valley”.
"Casa del vento" music group has dedicated a song to the San Pancrazio rose garden, entitled "70 roses". The text (in Italian only) is at the bottom of this listing.
= ATTENTION: THE CACHE IS NOT IN THE ROSE GARDEN!=
========== PLEASE REPLACE EXACTLY AS FOUND, THANKS. ATTENTION MUGGLES!!! ==========
== NO PENCIL!! BRING IT! ==
Sono settanta rose
Crescono a ricordar
Le grida di dolore
A chi è passato di qua.
Sono settanta rose
Crescono a ricordar
Che il 29 Giugno
Non devi dimenticar.
C'erano gli sfollati
Gli uomini a lavorar
Poi li han catturati
Han cominciato a pregar.
Erano pieni d'odio
Vennero ad ammazzar
Quelle settanta rose
Che crescono a ricordar.
Dormono sopra un monte
Sbocciano a raccontare
Sono settanta rose
Crescono a ricordare.
Dentro la cantina
Li hanno fatti entrar
E un colpo nella testa
Li ha fatti addormentar.
Erano vite in fiore
Rose da regalar
Dai mille profumi
Facevano danzar.
Dormono sopra un monte
Sbocciano a raccontare
Sono settanta rose
Crescono a ricordare.
Dormono sopra un monte
Sbocciano a raccontare
Sono settanta rose
Crescono a ricordare.
Rose colorate
Rose da ricordar
Rose senza spine
Non potevan bucar.
Sono settanta rose
Crescono a ricordar
Che il 29 Giugno
Non devi dimenticar.
Dormono sopra un monte
Sbocciano a raccontare
Sono settanta rose
Crescono a ricordare.
Dormono sopra un monte
Sbocciano a raccontare
Sono settanta rose
Crescono a ricordare.
Dormono sopra un monte
Sbocciano a raccontare
Sono settanta rose
Crescono a ricordare.
Dormono sopra un monte
Sbocciano a raccontare
Sono settanta rose
Crescono a ricordare.