
Cache am Radweg/ cache lungo la ciclabile
Das Kraftwerk von Kardaun (ein Laufwasserkraftwerk) bestreitet mit jährlich durchschnittlich 620 Millionen kWh erzeugtem Strom, etwas mehr als 10 Prozent der Südtiroler Wasserkraftproduktion.
Von Kardaun aus sollten viele der lombardischen Industriebetriebe beliefert werden. Nach Überwindung der bürokratischen Hindernisse begann der Konzessionär SIDI (Società Idroelettrica dell‘Isarco) im Mai 1926 mit den Bauarbeiten: In der überraschend kurzen Zeit von drei Jahren, in der bis zu 5000 Arbeitskräfte zwischen Klausen und Bozen eingesetzt waren, entstand Europas größtes und modernstes Wasserkraftwerk. Die Strecke zwischen Klausen und Bozen wurde zu einer riesigen Baustelle. Der Turiner Architekt Eugenio Mollino, aber auch Architekt und spätere Filmemacher Luis Trenker und sein Lehrmeister Clemens Holzmeister trugen mit ihrem Können zum Werk bei. Die definitive Inbetriebnahme der Anlage erfolgte am 15. September 1929. Im Jahr 1945 ging das Kraftwerk vom urspünglichen Konzessionär SIDI an das Unternehmen SIP (Società Idroelettrica Piemonte) über. In der Folge gab es noch weitere signifikante Eigentümerwechsel. Heute gehört die Gesellschaft zu 100 Prozent Alperia.
Der Wehranlage bei Waidbruck ist ein Becken mit einem Fassungsvermögen von 290.000 m3 nachgeschaltet, welches auch als Tagesspeicher dient. Von dort fließt das Wasser durch einen 15 Kilometer langen Stollen zum Wasserschloss und stürzt über fünf Druckrohrleitungen, mit einem anfänglichen Durchmesser von 2,8 Meter, der sich im unteren Bereich auf 2,5 Meter verringert, hinunter ins Krafthaus. Unterhalb der Mündung des Eggentalerbaches fließt das Wasser wieder in den Eisack zurück.
La centrale idroelettrica di Cardano è del tipo ad acqua fluente. Con i suoi 620 milioni di kWh di produzione media annua la centrale di Cardano da sola contribuisce a poco più del dieci percento della produzione idroelettrica altoatesina.
L’energia di Cardano era destinata ad alimentare l’industria lombarda. E così, dopo il superamento degli ostacoli burocratici, la concessione fu assegnata alla SIDI (Società Idroelettrica dell’Isarco) che nel maggio del 1926 diede inizio ai lavori di costruzione: la centrale idroelettrica più grande e moderna d’Europa fu realizzata nel tempo sorprendentemente breve di tre anni, durante i quali la tratta tra Bolzano e Chiusa divenne un gigantesco cantiere al quale lavorarono 5000 operai. A dare il loro contributo all’opera furono l’architetto torinese Eugenio Mollino, ma anche l’architetto, e più tardi regista, Luis Trenker e il suo maestro, Clemens Holzmeister. La definitiva entrata in esercizio avvenne il 15 settembre 1929. Nel 1945 la centrale passò dal primo concessionario SIDI a SIP, “Società Idroelettrica Piemonte”. In seguito vi furono ulteriori passaggi di proprietà. Oggi la società è al 100% di Alperia.
L’opera di sbarramento sul fiume Isarco, situata poco a valle della foce del Rio Gardena, è dotata di un bacino di raccolta da 290.000 m3 che ha anche la funzione di bacino di accumulo giornaliero. Le acque percorrono poi una galleria di derivazione a pelo libero della lunghezza di ca. 15 km fino alla vasca di carico sopra la centrale a Cardano. Da lì partono le cinque condotte forzate, di diametro variabile dai 2,8 m del tratto superiore fino ai 2,5 m di quello inferiore, che alimentano le turbine. Tutta l’acqua viene infine restituita all’Isarco in prossimità della foce del torrente Ega.