La piccola cittadina di Santa Margherita del Gruagno è una frazione del comune di Moruzzo (UD) situata ad una decina di chilometri da Udine. E’ un bellissimo e suggestivo borgo medioevale. Vi consiglio di fare una passeggiata al di fuori degli orari delle messe liturgiche (orari consultabili sul sito dell’omonima parrocchia) per assaporare al meglio la sua bellezza ed immergervi nel suo silenzio che ha il magico potere di riportarvi nel passato.
Suggerimento per migliorare l'esperienza della visita: mentre camminate tra gli edifici rustici del borgo, che mantengono in parte la struttura originaria, cercate di immaginarvi come poteva essere viverci ai tempi dei longobardi e dei romani. Chi vorreste impersonificare? Un soldato romano? Un signore longobardo? Un contadino di origine celtica? A voi la scelta…

Un po’ di storia: Nell’anno 762 la località detta Grobanges è menzionata tra le proprietà appartenenti a tre fratelli longobardi. I nomi grobagnis, grobanges, groang, gruang, gruans, growan, ecc. raccontano dal 762 l’evoluzione del toponimo Gruagno. Il significato resta oscuro anche se per alcuni studiosi sembra avere una relazione con l’origine morenica del territorio e l’acquitrino a nord del colle che, prima della bonifica, poteva ospitare uccelli come le gru. Altri ipotizzano che Gruagno risalga etimologicamente al latino groma-ae (centro di un accampamento dove si incontravano quattro vie ad angolo retto); di queste quattro vie, due sono perfettamente visibili, una è leggermente nascosta ma è davvero suggestiva (sarà la collocazione di un prossimo cache), la quarta è stata ostruita dalla costruzione del campanile. La posizione del colle - strategica perché dominante e panoramica - e la sua vicinanza all’acqua sorgiva, è compatibile con la presenza di un accampamento romano e quindi con una toponomastica di origine latina. E’ probabile che il colle, assieme a quelli di Moruzzo e di Fagagna, appartenesse alla linea di guardia occidentale costituita - a protezione di Aquileia e della Decima Regio Italica - da torri di segnalazione erette dai romani per allertare - di notte con fuochi e di giorno con fumo o rifrazioni solari - le popolazioni affinché, in occasione di aggressioni nemiche, potessero correre al riparo ed i contingenti armati perché approntassero le difese. Il colle poi ha probabilmente ospitato un piccolo insediamento abitativo e successivamente è divenuto luogo di ricovero durante le invasioni degli ungari. Nell’anno 983 la cittadina è tra i castelli donati da Ottone II al patriarca Rodoaldo. Il feudo patriarcale fu governato da un gastaldo che risiedeva a Santa Margherita del Gruagno mentre nel XIV secolo il feudo fu compreso nella gastaldia di Fagagna (UD). Nel X secolo esistevano due luoghi di culto: la chiesa di San Martino poi scomparsa, e la chiesa di Santa Margherita che aveva inglobato le strutture di un sacello più antico dedicato a Santa Sabida (il culto di questa santa, o più propriamente, di questa dea pagana è conosciuto fin dal VIII secolo e comportava la tradizione diffusa nelle campagne di santificare la festa della domenica ma anche quella del sabato). Nel basso-medioevo i documenti non citano più il castello ma solo il centro abitato fortificato con la chiesa. Delle fortificazioni sono tuttora visibili la cinta muraria della cortina con la torre porta (denominata “il puarti”) e i resti dei camminamenti di ronda delle guardie. La chiesa attuale di Santa Margherita, ossia così come la vedete in questo istante, risale al 1700, ha tre navate separate da possenti pilastri in pietra; la facciata presenta tre portali ed il suo caratteristico rosone centrale in pietra lavorata.
Suggerimento 1: se il cielo è terso, portatevi verso il belvedere ed ammirate la sottostante pianura friulana fino ad intravedere, in lontananza, quasi il mare.
Suggerimento 2: portatevi una penna per firmare il LOGBOOK!.

