La chiesa, di proprietà ecclesiastica, originaria del XI secolo e successivamente modificata in epoca barocca, non è abitualmente aperta al pubblico.
Il territorio di Silvano Pietra faceva parte della Corte regia di Corana, che l'imperatrice Adelaide donò nel 969 al monastero di San Salvatore di Pavia. In quell'epoca non era ancora noto Silvano, bensì il castello dell'Armentaria, attuale cascina Armentera. Silvano è citato dal XII secolo, allorché passa con i centri vicini sotto il dominio pavese. L'alta signoria del monastero del Salvatore, che si mantiene nei vicini centri di Corana e Bastida de' Dossi, viene di fatto a cessare a Silvano, che cade sotto il dominio dei Beccaria nel XIV secolo; seguono brevi infeudazioni tra cui quella ai Bottigella di Pavia (1468), che sono anche grandi proprietari terrieri, per cui a lungo anche successivamente il paese fu detto Silvano Bottigella.
Già nel 1483 tuttavia il feudo venne loro sottratto, e dopo una breve infeudazione ai Sanseverino passò nel 1528 a Brunorio Pietra, ministro ducale, ai cui discendenti rimarrà fino all'abolizione del feudalesimo (1797). Al nome di Silvano Bottigella si sostituirà quindi il nome attuale.
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