Città Studi, figlia di un’urbanistica illuminata ed alla ricerca di luoghi di aggregazione, ha la sua colonna vertebrale nelle piazze che la delimitano. Se il cuore del quartiere resta Piazza Leonardo da Vinci, sottratta nel 2016 ad un serpeggiante degrado con un meritevole restyling, l’aristocratica piazza Piola a nord ed il vitale nodo viario di piazza Susa a sud (ancora più vitale ora che le scorre nel sottosuolo una linea metropolitana) ne costituiscono i vertici occidentali. Piazza Bottini davanti alla stazione di Lambrate delimita il quartiere a nord, Piazza Gorini, Largo Murani e largo Rio de Janeiro ne punteggiano la zona meridionale. Sono tutte piazze ampie, verdi ed alberate, come alberati sono i viali che le uniscono, e che rendono questo uno dei più bei quartieri di Milano (ci vivo, ne saprò qualcosa no?).
Poco fuori dal perimetro ortodosso di Città Studi, ma a tutti gli effetti parte del quartiere, sorge Piazza Carlo Erba. Dedicata alla memoria dell’omonimo farmacista ottocentesco, che aveva casa e bottega in piazza del Duomo (nella farmacia che porta ancora oggi il suo nome), dal 1929 al 1960 la piazza è stata la sede storica della casa editrice Rizzoli. In piazza Carlo Erba si stampavano Anabella, Oggi, i volumi dell’enciclopedia Treccani e i libri della collana Bur.
Vi si stampava anche il Bertoldo, rivista satirica che ebbe come caporedattore un certo Giovanni Guareschi, residente ai tempi poco più avanti, in via Pinturicchio, come ricoda una targa messa a fine settembre 2019 (waypoint 2).
Nei decenni successivi si sono susseguiti gli uffici amministrativi della Rinascente e la direzione italiana di Zurich, fino ad approdare alla travagliata vicenda delle Residenze Carlo Erba: l’intero isolato compreso tra via Pinturicchio e via Balzaretti completamente demolito nel 2012, un progetto residenziale ambizioso con firme internazionali e prezzi al metro quadro siderali, le vendite sulla carta che non decollano, la crisi di liquidità e lo spettro dell’ecomostro. Per fortuna l’iniziativa è stata rifinanziata ed il cantiere finalmente completato nella primavera 2019, restituendo a Città Studi ed ai suoi abitanti una piazza suggestiva, dal sapore borghese, ora abbellita dal tocco cosmopolita – e devo dire rispettoso – di una archistar.
La cache
Le coordinate vi hanno portato all’estremo opposto dell’isolato un tempo occupato dagli stabilimenti Rizzoli rispetto all’ingresso di piazza Carlo Erba. Se siete passati per la piazza, avete costeggiato le sinuose architetture di Peter Eisenmann (lasciate stare: non esistono appartamenti con prezzi a meno di sei zeri…) e la bizzarra facciata di un edificio che pare sia opera di Cattelan, ed ora vi ritrovate ad un incrocio che si dà arie da piazzetta, in cui tutti gli alberi sembrano pronipoti del platano picchiatore di Harry Potter.
La prima versione della cache era una Ford Anglia azzurra nascosta tra le fronde del più suggestivo di loro, ma i babbani del vicino civico non la gradivano, così come non hanno gradito le altre versioni più discrete nascoste nel suo tortuoso tronco. Ho dovuto fare di necessità virtù ed ora la cache ha perso gran parte del suo fascino, senza però nulla togliere al valore della piccola passeggiata nella storia che vi ho fatto fare.