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Chiesa di San Lorenzo - Poggiana di Riese Pio X Traditional Cache

Hidden : 11/27/2019
Difficulty:
1.5 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size:   micro (micro)

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Geocache Description:


[ITA] Vi trovate di fronte alla chiesa parrocchiale di San Lorenzo a Poggiana di Riese Pio X.
La sua costruzione inizia all'incirca nel 1893 dal capomastro e architetto Luigi Barbisan di Morgano, detto Bigolo, (autore anche della chiesa di Morgano, che può dirsi “gemella” di questa di Poggiana) per terminare verso il 1911 come indica una lapide posta nella facciata sopra la porta principale. Prima di questa chiesa, ne precorsero altre di cui si hanno tracce ancor prima del XII secolo.
Venne consacrata dal Monsignor Longhin (Andrea Giacinto Bonaventura Longhin) il 6 dicembre 1927, testimoniata da un'altra lapide. Al suo interno troviamo una pala del XVI secolo di Jacopo Da Ponte raffigurante il Martirio di San Lorenzo.
Il campanile risale al 1864, quindi appartenente alla vecchia chiesa.

 

[ENG] You are in front of the parish church of San Lorenzo in Poggiana di Riese Pio X.
Its construction began around 1893 by the master builder and architect Luigi Barbisan of Morgano, known as Bigolo, (also the author of the church of Morgano, which can be called a "twin" of this of Poggiana) to finish around 1911 as indicated by a plaque placed in the facade above the main door. Before this church, others came ahead of which there are traces even before the 12th century.
It was consecrated by Monsignor Longhin (Andrea Giacinto Bonaventura) on 6 December 1927, witnessed by another plaque. Inside we find a 16th century altarpiece by Jacopo Da Ponte depicting the Martyrdom of San Lorenzo.
The bell tower dates back to 1864, therefore belonging to the old church.

 

 

Chi volesse approfondire:

 La prima chiesa di Poggiana ha origini assai antiche: viene infatti nominata già nel 1153 in una bolla di papa Anastasio IV. Suffraganea, in quanto diaconale, della pieve di Cendrole, è sin da allora dedicata al  santo martire Lorenzo. Nel 1462, la chiesa ottenne un proprio parroco e la completa autonomia (erezione a parrocchia). Pochi anni dopo, la cittadinanza di Poggiana manifestò al vescovo di Treviso il desiderio di costruire una chiesa nuova e più grande, che non fu accolto. Si assistette allora ad un secolare e graduale processo di ampliamento ed abbellimento, con interventi più o meno significativi. Nella seconda metà del XVI secolo, vi fu con ogni probabilità un intervento architettonico di un certo rilievo e di una certa importanza: questo lo si può dedurre anche dal fatto che nel penultimo decennio del secolo cade l’importante commissione della pala raffigurante Il martirio di San Lorenzo; commissione di notevole impegno e di ampio respiro storico-artistico per un paesello come Poggiana. Altri importanti interventi furono fatti nel Settecento: nel 1712 fu eretto il nuovo altare maggiore intitolato a San Lorenzo ed il suo ciborio-tabernacolo (datato, appunto, 1712); datata 1754 (Troietto, p. 28) è la pala raffigurante Sant’Antonio e San Giovanni; nel 1731 fu aggiunto il coro ad opera di Barbisan da Badoere; nel 1777 una lapide collocata nell’attuale sacrestia testimonia la fine di ulteriori interventi architettonici, di decorazione e di restauro: risalgono, infatti, a questi anni i due altari marmorei laterali ed il battistero, oltre a numerosi altri paramenti. Nel 1852 fu innalzato l’attuale campanile ad opera di Bianco da Castelfranco (terminato nel 1864). Purtroppo, dell’architettura originaria, non si sa null’altro di preciso in quanto l’antica chiesa fu demolita per lasciar spazio alla nuova, edificata tra il 1893 ed il 1903 ad opera del capomastro e architetto Luigi Barbisan di Morgano (autore anche della chiesa di Morgano, che può dirsi “gemella” di questa di Poggiana). Nel 1911 la chiesa può considerarsi completamente terminata, come testimonia una lapide posta sulla facciata, sopra il portale. Ad unica navata, con presbiterio leggermente rialzato da alcuni gradoni, con altari laterali rientranti addossati alle pareti maggiori, suddivise in orizzontale da ampio architrave modanato sotto al quale si alternano alle rientranze colonne con capitelli in stile corinzio, architettonicamente si presenta come molte altre costruzione di questo tipo innalzate tra fine Ottocento ed inizio Novecento, cioè riprendendo stilemi formali locali dei secoli passati, di vago ricordo palladiano. Gli affreschi che decorano l’interno ed il rosone della facciata furono eseguiti attorno al 1946 dal prof. Luigi Bizzotto (del quale si hanno scarse notizie) con un gusto figurativo accademico e tradizionale, memore nello stile di alcune opere eseguite per chiese veneziane da Ettore Tito. Essi raffigurano, nei lunotti delle pareti laterali, in senso orario: San Luca evangelista, San Giovanni evangelista, San Matteo evangelista, San Marco evangelista; sul soffitto della navata, tre riquadri, il primo dei quali con la figura del Padre Eterno, l’ultimo con Angeli in volo, mentre quello centrale, con la Gloria di San Lorenzo, crollò nella notte tra il 10 e l’11 settembre 1980; nel presbiterio, sulle pareti laterali, a sinistra, L’annunciazione, a destra, La Crocifissione; sul rosone della facciata, sopra il portale d’ingresso, Il martirio di San Lorenzo.

Delle opere su citate, oltre agli altari marmorei (con predella a colonne e timpano spezzato) e al ciborio-tabernacolo (con tre pronai, tamburo a cupola con raccordo di volute), pregevoli esempi di maestranze lapicidee venete del XVIII secolo (notevoli pure le sculture raffiguranti due Angeli, in marmo bianco screziato, poste ai lati del ciborio-tabernacolo, opera di un artista veneto attivo nei primi anni del Settecento), quella che mostra decisamente maggior pregio artistico è la paletta centinata raffigurante Il martirio di San Lorenzo, meta vera della nostra visita storico-artistica a Poggiana. Già attribuita a Francesco da Ponte il Giovane, detto Francesco Bassano (Bassano del Grappa, 1549 ca. – Venezia, 1592), figlio e collaboratore di Jacopo (Bassano del Grappa, 1517 ca. – 1592), fu eseguita verso il penultimo decennio del secolo. Il Bordignon Favero nota che a Francesco fu ordinata nel 1583 (e forse eseguita più tardi), per la parrocchiale della vicina Loria, una Cena oggi perduta. La contiguità delle due parrocchie porta lo studioso a supporre la vicinanza anche della datazione delle due opere, proponendo il 1585 come possibile anno d’esecuzione della nostra tela. Al seguito di recenti restauri, coadiuvati da indagini tecnico-scientifiche e radiografiche, altri studiosi (Muraro, Rearick, Ballarin) si sono dimostrati propensi a ritenere la paletta di Poggiana opera di Jacopo, databile tra il 1583 ed il 1590, quindi un’opera della sua ultima fase artistica. Il tema è pressoché fedelmente desunto da altri martiri di San Lorenzo eseguiti da Tiziano, l’ultimo dei quali dipinto per Filippo II di Spagna e destinato all’allora nuovo monastero dell’Escorial; un martirio particolarmente vicino alla presente tela, Tiziano lo dipinse tra il 1548 ed il 1549 per la chiesa dei Crociferi, oggi Gesuiti, di Venezia. Jacopo, d’altronde, aveva già affrontato questo soggetto di derivazione tizianesca in un’opera oggi conservata nel Duomo di Belluno e datata 1571, alla quale il figlio Francesco aveva collaborato. La nostra tela raffigura, in un suggestivo notturno con ambientazione paesaggistica sulla sinistra e con edifici in scorcio sulla destra, il santo mentre viene legato dai manigoldi sulla grata del martirio; dall’alto, tra il bagliore delle nuvole, un gruppo di angioletti sta portando la palma e altri simboli del martirio. La costruzione compositiva, desunta dall’analogo tema tizianesco, diventa per il Bassano un chiaro pretesto per dar sfogo alle sue straordinarie capacità luministiche, che sanno creare magiche e suggestive atmosfere notturne nelle quali, come veri e propri guizzi di fiamma, il colore si accende in improvvisi bagliori di luce, che divengono il vero tema dominante di questa, come di molte altre opere dell’ultima maturità dell’artista. E’ il colore, steso per tocchi spezzati e vibranti e che si plasma e si trasforma in luce nel suo esaltarsi, per contrasto, in zone straordinariamente chiare e zone cupamente “tenebrose”, che dà vita dinamica alla composizione, scandendone e misurandone la profondità spaziale, evidenziandone e regolandone le positure vigorose dei personaggi, sottolineandone ed esaltandone la drammaticità della scena secondo una ricostruzione “veritiera” e “realistica” (la vena realistica che permea molte opere della maturità di Jacopo –e che sarà ripresa e accentuata soprattutto dal figlio Francesco, ma anche da Leandro e Girolamo, nonché ovviamente dalla prolifica bottega- spicca con particolare efficacia nelle figure accovacciate in primo piano e in quelle, apparentemente secondarie, ai lati). La straordinaria vena artistica dell’ultimo Jacopo, come per l’ultimo Tiziano e come per il Tintoretto, si pone tra i più straordinari esempi della pittura europea della seconda metà del Cinquecento, mostrando stretti legami anche con la pittura “realistica” del nord Europa e ponendosi come uno dei punti di partenza di esperienze espressive e di motivi iconografici propri della pittura del Seicento.

 

* Le notizie qui sopra riportate, sono di Marco Mondi e tratte dal sito "http://studiomondi.altervista.org/riese.htm" dove a sua volta sono state tratte da GIAMPAOLO BORDIGNON FAVERO, Castelfranco Veneto e il suo territorio nella storia e nell’arte, Cittadella, 1975, vol. II e da AMELIO TROIETTO, Poggiana… 1153 – 1993, San Zenone degli Ezzelini, 1993.
 

Additional Hints (Decrypt)

Aba è zntargvpb / Abg zntargvp

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)