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Castello di Quarrata Traditional Cache

Hidden : 6/3/2020
Difficulty:
2.5 out of 5
Terrain:
3.5 out of 5

Size: Size:   small (small)

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Geocache Description:


Località “Quarata” presso la Valle del torrente Chioma, nel comprensorio dei Monti Livornesi

Al fine di apprezzare questo luogo, ritengo utile qualche informazione di base sul processo di antropizzazione, l’uso dei suoli e gli aspetti del paesaggio.

Nella valle del Chioma possiamo leggere i quattro grandi cicli di antropizzazione che hanno interessato i Monti Livornesi.

Del primo ciclo, quello di “IMPIANTO” (periodo paleolitico e neolitico) caratterizzato dal progressivo adattamento dell’uomo agli elementi naturali, dove l’uso del territorio procede da monte a valle, abbiamo segnalazioni di ritrovamenti dell’industria musteriana (Stoduti - Della Vella, 1990) e reperti del neolitico in zona Quarata.

Nel secondo ciclo, quello di “CONSOLIDAMENTO” (epoca romana) dove l’uso del territorio avviene da valle verso monte, insediamenti certi appaiono presso gli attuali poderi di Gorgo e Quarata (Foto 1).

In queste località, infatti, si riscontrano condizioni ambientali (terreni pianeggianti, abbondanza di acqua, clima favorevole per quanto riguarda il riparo dai venti ed una buona esposizione) particolarmente favorevoli all’insediamento, specie se raffrontate al contesto territoriale circostante. Ricordiamo, a proposito, che “nell’area livornese la colonizzazione romana inizia nel II sec. a.C. e trasforma in coltivi le aree boscate lungo la costa mentre sui Monti Livornesi l’asprezza e la sterilità dei suoli rendono difficile, se non impraticabile, ogni forma di agricoltura”.

Il terzo ciclo è quello di “RECUPERO” dell’impianto di antropizzazione (medioevo), caratterizzato dal ritorno alla struttura preromana e quindi da un uso del territorio che procede da monte verso valle. È in questo periodo (presumibilmente intorno al X sec.) che a difesa della vallata vengono costruiti il castello di Quarata ed il castello di Cafaggio.

Oggi questi castelli sono ridotti a ruderi (rispettivamente Foto 2 e 3). Entrambi sorgevano a quota 200 m. s.l.m., su ripidi colli difficilmente accessibili. È probabile che in quel periodo alcuni terreni sottostanti, compresi oggi negli omonimi poderi, venissero disboscati e messi a coltura ovvero trasformati in corte. Al riguardo vogliamo citare l’indicazione riportata per la particella 134, relativa ai beni intestati all’Ospedale S. Spirito di Pisa nel già citato Catasto di Livorno 1427-29” (Casini, 1984, p.168):

“1 pt sopra il quale è il castello di Quarantula nei confini di Montenero con torre guasta della chiesa di S. Martino con sua giurisdizione, corte, peschi, boschi, terre domestiche e selvatiche ... e ogni sua pertinenza (…confini di Cinto e Cafaggio, botro Quarantula soprascritto, botro detto Gorgo Iudicio, botro Rigagnuli) gira sei miglia ed oltre”. A seguito di varie ricerche nell'area, Riccardo Pisanzio, livornese appassionato di questi luoghi, qualche anno fa ha ritrovato parte del pavimento della chiesa di S. Martino (foto 5). A causa di piogge stagionali e smottamenti, non è sempre possibile apprezzare tali dettagli, durante la visita del luogo.

Nel quarto ciclo, quello di RISTRUTTURAZIONE” (dal rinascimento fino ad oggi), l’uso del territorio avviene, come in epoca romana, da valle verso monte se pur con ritmi diversificati a seconda delle vicende sociali economiche e politiche del periodo che ora andremo ad illustrare. Per tutto il 1500 ed il 1600 la vallata non deve aver cambiato molto la sua fisionomia rispetto al precedente periodo medioevale se è vero che la dinastia Medicea, con la sua politica di conservazione dei boschi, di fatto aveva sclerotizzato il paesaggio che si presentava in alcuni luoghi (ad es. “le Serre” e “le Gronde” di Poggio Caprone e di Poggio Castello) costituito da selve tanto fitte ed insicure, per la presenza di lupi e banditi (nella zona si trova una grotta conosciuta con il nome “Buca dei banditi”, vedi scheda tecnica relativa alla geocache omonima) da essere considerate veri e propri orridi”.

All’epoca romana, possiamo salire attraverso altre fonti. Nei campi vicini alla confluenza tra botro Quarata e il torrente Chioma, come ci testimonia il gruppo di Scienze Archeologiche operante presso il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno, sono stati ritrovati frammenti di ceramica ed alcune pietre calcaree con iscrizioni che ci attestano la presenza di un insediamento dell’epoca. Nelle vicinanze, in località Quarata, emergono da erosione profonda del suolo, muri a secco presumibilmente appartenenti a quadrature romane.

Del resto, il toponimo “Quarata” (AA.VV., Dizionario di toponomastica, Torino 1900) ci riporta al latino “quadrata”, riferito ad un appezzamento terriero e si confronta con altri nomi locali toscani come “Quadrata’, ‘Quaratola” che rammentano la centuria quadrata degli agrimensori romani. Da segnalare inoltre la presenza, sul vicino botro Quarata, di un ponte semidistrutto di cui l’origine, medievale o romana, è ancora incerta. Ciò che rimane del ponte è stato rilevato e se ne è tentata un’ipotetica ricostruzione al computer.

Legato a questo toponimo sono i ruderi del Castello di Quarata, costruito nel X secolo, segno della potenza aggressiva dei signori locali, peraltro poco utile, a giudicare dal fatto che tre secoli dopo il castello e le abitazioni vicine erano state del tutto abbandonate e ridotte a ruderi (cfr. pp. 240-241 di Il catasto di Livorno 1427-29 di Bruno Casini). Comunque, la presenza di signori feudali fa intuire che il tipo di economia fosse chiuso, tipico dell’epoca. Sempre dalla stessa fonte ci risulta che, negli anni del catasto, la zona di Gorgo fosse occupata da peschi, bosco, terre coltivate e “selvatiche” e che il suddetto castello, ormai ridotto a rudere ed i vicini terreni di Gorgo facessero parte delle proprietà dell’Ospedale Nuovo di Pisa.

Nella zona individuabile dal toponimo Castello di Val Quarata, sono ancora oggi visibili i resti di un castello con annessa chiesa (Chiesa di S. Martino) di epoca medievale. L'edificio presentava originariamente una struttura articolata con una torre ed una corte, di cui rimangono i resti delle mura perimetrali e della torre. Nei pressi sono individuabili ulteriori resti riferibili all'antica corte del castello stesso.

Si sa per certo che, durante la Seconda guerra mondiale, la zona dei ruderi del Castello di Quarata è stata utilizzata da soldati prima e partigiani poi, come punto di avvistamento. Il gruppo partigiano della zona stanziava, come descritto nella scheda tecnica relativa alla geocache della Grotta dei Banditi, nella grotta stessa, posta a circa 200 metri dai ruderi del castello, appunto. La tesi circa l’utilizzo del poggetto dove si trovano i ruderi, è avvalorata dal ritrovamento, da parte di alcuni appassionati della zona, di monete datate 1941 (rubli).

Per giungere ai ruderi del Castello e quindi, infine, a trovare la geocache, dovete risalire il sentiero che va dal podere di Quarrata verso la grotta dei Banditi, ma dovete svoltare a destra prima del successivo bivio per la grotta, e precisamente al punto di intersezione da me indicato. Da lì parte un sentiero non presente in nessuna mappa, ma piuttosto ben percorribile. Quando, tramite GPS, capirete di trovarvi in prossimità della geocache, risalite il poggetto che si troverà alla vostra sinistra, infilandovi nella macchia. È un po' scosceso ma il sottobosco è piuttosto pulito. Sul poggio noterete i resti del castello, della chiesa di S. Martino e, subito sotto di essa sull'altro versante (est circa), un muretto che accoglie la cache.

Mi dicono che le coordinate della svolta a destra sono piuttosto precise, mentre quelle del muretto potrebbero deviare fino a 7m. Quando ci tornerò, vedrò di raffinare la posizione del muretto (nascondiglio).

Portatevi la penna.

Fonti:

http://s5.histats.com/stats/r.php?56014&100&11085&urlr=&www.lungomarecastiglioncello.it/download/Chioma_1.zip

http://s5.histats.com/stats/r.php?56014&100&11846&urlr=&www.lungomarecastiglioncello.it/download/Chioma_2.zip

http://www.lungomarecastiglioncello.it/GALLERIE_LIBRI/Gallerie_foto_da_libriind.htm

http://ambiente.comune.collesalvetti.li.it/site/home/tematiche-ambientali/il-sistema-naturale/documento5288.html

http://www.rmoa.unina.it/546/1/RM-Ceccarelli-Castelli.pdf

http://www502.regione.toscana.it/cartografia_storica_regionale_gi/cartografia_storica_regionale_smartviewer.html?img=4099&title=%255bPianta%2520della%2520Tenuta%2520di%2520Montenero%255d

 

ENGLISH VERSION

The toponym "Quarata" (AA.VV., Dictionary of toponymy, Turin 1900) brings us back to the Latin "quadrata", referring to a land plot and compares with other local Tuscan names such as “Quadrata”, “Quaratola” reminiscent of the square centuria of Roman surveyors. Also noteworthy is the presence, on the nearby Quarata botro, of a semi-destroyed bridge whose origin, medieval or Roman, is still uncertain. What remains of the bridge has been detected and a hypothetical computer reconstruction has been attempted.

Linked to this toponym are the ruins of the Castello di Quarata, built in the 10th century, a sign of the aggressive power of the local lords, which is not very useful, judging by the fact that three centuries later the castle and the neighboring houses had been completely abandoned and reduced to ruins (see pp. 240-241 of The land register of Livorno 1427-29 by Bruno Casini). However, the presence of feudal lords suggests that the type of economy was closed, typical of the time. From the same source, it appears that, in the years of the land registry, the area of Gorgo was occupied by peaches, woods, cultivated and "wild" lands and that the aforementioned castle, now reduced to ruins and the nearby land of Gorgo were part of the properties of the Nuovo Ospedale di Pisa.

In the area identified by the toponym Castello di Val Quarata, the remains of a medieval castle with an adjoining church (Chiesa di S. Martino) are still visible today. In picture 5 you can see part of the floor of the church found, a few years ago, by Riccardo Pisanzio, a local historian of these places. Due to seasonal rains and landslides, it is not always possible to appreciate these details when visiting the place. The building originally had an articulated structure with a tower and a courtyard, of which the ruins of the perimeter walls and the tower remain. Nearby are further remains referable to the ancient courtyard of the castle itself.

It is known for certain that, during the Second World War, the area of the ruins of the Castello di Quarata was used first by soldiers and then by partisans, as a sighting point. Indeed, the partisan group of the area allocated, as described in the technical data sheet relating to the geocache of the Grotta dei Banditi, in the cave itself, located about 200 meters from the castle ruins. The thesis about the use of the location of the ruins, is supported by the discovery, by some local historians, of coins dated 1941 (rubles).

Bring your pen.

Additional Hints (Decrypt)

Cvppbyb ohpb ary zheb n frppb/Fznyy ubyr va gur qeljnyy

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)