LA VILLA
Villa Ramona è senza dubbio l'edificio storico della piccola frazione di Ravenna: San Pietro in Trento (il nostro paese).
La costruzione risale agli inizi del 1600/fine 1500 per volere della famiglia Ramoni , da qui il nome della villa.
L'edificio era composto da un grande viale alberato, che ora è la strada provinciale, che portava ad un prato, era infatti tradizione, nell'organizzazione degli spazi intorno alle dimore nobiliari di campagna del ravennate, che l'area antistante la villa fosse tenuta a prato, mentre il parco solitamente veniva posto ad occupare aree più o meno ampie sul retro degli edifici. Si è scoperto infatti che dietro alla villa era stato costruito un piccolo teatro all'aperto e addirttura un labirinto, luogo di incontri tra i nobili del tempo. Il tutto era stato pensato per divertire ed accogliere al meglio gli ospiti. Nel corso degli anni la villa subì dei cambiamenti come l'ampliamento delle due ali laterali, l'aggiunta di altre due statue di significato simbolico che rappresentano la personificazione della Scienza e quella dell'Agricoltura, l'aggiunta di una cappella dedicata a San Franceso da Paola e giunse ad avere l'aspetto attuale nel 1756, su progetto dell'architetto ravennate Antonio Farini, che le diede la fisionomia tipica delle ville venete.
La villa non è aperta al pubblico ed ha subito al suo interno restauri, resi necessari anche da danni bellici per la parte interna mentre
quella esterna è stata completamente ripensata nel primi anni del 1900 dopo un violento uragano.
Alla fine del 1600 la villa appartenente alla famiglia Ramoni di S. Angelo in Vado giunse, pare per eredità conseguente un matrimonio,
alla nobile famiglia Dal Corno.
L'ultima erede fu Francesca che la portò in dote insieme al nome della propria casata ad Ippolito Lovatelli. L'erede, il figlio di Ippolito, chiamato Teseo, sperperò le intere fortune della sua famiglia, in nottate di gioco d'azzardo.
Di tutte le cospicue proprietà solo una con terreno a Gambellara ed una modesta casa di città si salvarono dai suoi sperperi.
La famigli di Ippolito si estinse nel 1945.
PER QUANTO RIGUARDA LA CACHE: La cache si raggiunge a piedi parcheggiando la macchina alle coordinate del waypoint, con una passeggiata di 500 metri.
Attenzione alle macchine che passano sulla strada adiacente, sia per i babbani sia per il pericolo di incidente.