Stazione Ferroviaria Porta Nuova 
Il primo treno che giunse alla stazione di Verona Porta Nuova, nel 1852, fu quello trainato dalla locomotiva "Verona", partito da Venezia, e che poté superare l'Adige grazie alla costruzione del nuovo ponte della Ferrovia. Già dal 1853 era possibile proseguire da qui fino a Mantova tramite una linea a binario unico, e sempre nello stesso anno ebbero l'avvio, proprio nella stazione, i lavori per la ferrovia del Brennero. La stazione venne quindi costruita provvisoriamente in legno già nel 1851, anche se venne sostituita, nel 1852, da un piccolo edificio in muratura. Questo edificio presentava una forma particolare, con una facciata ad angolo e lati diseguali, di cui uno con otto aperture ad arco, e l'altro con sole tre aperture. La stazione rimaneva comunque secondaria rispetto a quella di Porta Vescovo (per motivi militari logistici, si ricorda che Verona era una delle principali fortezze dell'Europa, con una capacità di 120.000 uomini), tanto che inizialmente era utilizzata solo per treni omnibus e misti; solo successivamente si avviarono servizi bagagli e per treni diretti.
Successivamente si attestarono alla stazione tutte le linee realizzate, la linea per Brescia nel 1854, la linea per il Brennero nel 1859, la linea per Rovigo nel 1877, e infine la linea per Bologna nel 1924, oltre a quella per Mantova, già aperta nel 1853 e che giunse a Modena nel 1874. La costruzione delle ferrovie diede tra l'altro un nuovo impulso all'ampliamento del sistema difensivo di Verona.

Nel 1866 il Veneto diventava italiano, e di conseguenza veniva unita la linea Milano-Venezia sotto la gestione della Società per le Ferrovie dell'Alta Italia. All'inizio del Novecento si decise, dato le cambiate esigenze ferroviarie, di fissare Porta Nuova come stazione principale: nel 1900 venne momentaneamente ampliata con un fabbricato centrale in legno, mentre nel frattempo si elaboravano i progetti per la "nuova" stazione. I lavori per la realizzazione della nuova stazione, su progetto dell'architetto Dini, iniziarono nel 1910, anche se la stazione venne aperta, in forma provvisoria, già nel 1913. L'edificio in costruzione era lungo 114 metri ed alto 20, con una cupola centrale e due minori ai lati, con una pensilina lungo tutta la facciata. Nella parte centrale erano previste la biglietteria e il servizio bagagli, a sinistra l'uscita viaggiatori, a destra il buffet; il secondo piano era destinato a uso ufficio. L'edificio, già dai disegni, non piacque però alla maggior parte dei veronesi.
All'inizio del 1915 i lavori erano ormai a buon punto. Il servizio per le merci era già in funzione, ampliato tra l'altro con il piano regolatore del 1909, che venne attuato con la messa in funzione di un grande scalo merci, con annesso deposito locomotive, officine, squadra rialzo, e attrezzature per la pulizia meccanica delle vetture. Le operazioni belliche della prima guerra mondiale fermarono i lavori della stazione, che venne inaugurata solo il 22 marzo 1922, con decorazioni e mosaici interni del maestro mosaicista Amedeo Mantellato di Venezia. Negli anni venti fu costruito quindi il raccordo tra la linea del Brennero e lo scalo merci, mentre negli anni trenta fu costruito il nuovo deposito per le locomotive e vennero elettrificate le linee.

La stazione venne semidistrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Il primo bombardamento della stazione, anche se isolato, avvenne il 21 ottobre 1940 da parte di una formazione di quadrimotore, con bombe dirompenti e incendiarie. In totale la città subì ventuno bombardamenti. Gli attacchi più duri, alla stazione e alla città, furono quelli del 4 gennaio 1945 e del 28 gennaio 1945, ma già da tempo la stazione era stata resa inagibile.
La stazione venne quindi ricostruita, sul medesimo impianto, su progetto dell'architetto Roberto Narducci. I lavori di ricostruzione cominciarono il settembre 1946. La nuova stazione, esteticamente molto diversa da quella originale, anche se strutturalmente simile, fu conclusa nel marzo 1949. Nella costruzione vennero utilizzati numerosi tipi di marmi veronesi, che ricoprono una superficie di 4.000 m⊃2;; i pavimenti vennero realizzati a mosaico, con tessere di ceramica; gli arredi furono armonizzati con l'insieme. All'inaugurazione (13 marzo 1949) fu presente il presidente della Repubblica Luigi Einaudi ed il ministro dei trasporti.

Caratteristica della stazione, ereditata dalla struttura precedente, è il dislivello presente tra il piazzale esterno e i binari sopraelevati. Questa peculiarità ha obbligato a organizzare i servizi sui due piani: al piano terra vi sono i servizi per i viaggiatori ed al pubblico, mentre nel piano superiore vi sono i servizi ferroviari. Le banchine dei binari presentano tettoie metalliche di ispirazione liberty, anche queste ereditate dalla stazione precedente, mentre la copertura del corpo centrale e dei due corpi laterali è in cemento armato. Il complesso odierno non presenta elementi di rilievo storico e architettonico. Inoltre negli anni novanta la stazione ha subito una ristrutturazione che ha introdotto nuovi volumi e vetrine verso la piazza della stazione.
