Paese principalmente pianeggiante , con una pianta quadrata, ottimo come base per esplorare il monferrato (15 minuti da casale monferrato, 20 da alessandria, 30 da vercelli)...
Il toponimo è attestato, sin dall’882, attraverso le forme di “Occimianus”, “Ocimianus”, “Ozimianus”, riconducibili ad un termine prediale in -ANUS derivante da OCIMIUS. La variante “Aucumianus” può essere semplicemente ipercorrettiva o indicare la possibilità del fenomeno di agglutinamento della preposizione “a” di moto a luogo oppure di alternanza al/au/o in nomi di origine celtica. Le sue origini risalgono al periodo romano, come attestato da due lapidi ritrovate nella zona. Durante il Medioevo appartenne ai vescovi di Vercelli a cui venne donata dai carolingi e poi confermata da Carlo il Grosso nell’882. Il primo marchesato locale venne dato a Bernardo, il cui nome è presente nel trattato di pace con la città di Alessandria, concluso nel 1178 da Guglielmo. In seguito fu residenza degli Aleramici, marchesi del monferrato, mentre, nella metà del XII secolo, venne ceduta, come feudo, ai marchesi di Occimiano. Nel 1374 passò a Giovanni del Monferrato e poi agli Incisa. Nel corso del XVI secolo venne trasformata in contea dal duca di Mantova Guglielmo Gonzaga e ceduta ad Antonio da Passano dei conti di Mornese. Nel 1800 fu testimone di uno storico scontro tra Vittorio Emanuele II e Napoleone III e nel 1859, durante la seconda guerra di indipendenza, fu quartier generale di Vittorio Emanuele II che qui incontrò il sovrano francese dell’epoca. Tra le vestigia del suo passato figurano: i resti e la torre dell’antico castello Cavalla, facente parte di un ampio sistema di fortificazioni; la pieve di San Vitale, con campanile in stile romanico; la parrocchiale di San Valerio, edificata nella prima metà del Cinquecento e consacrata nel 1560 da Scipione d’Este, al cui interno si può visitare la lapide di Marco Sullio; la chiesa di Sant’Antonio Abate e dei Disciplinati; la villa dei marchesi da Passano, dallo stile settecentesco