LA LEGGENDA DI MONTE CERRETO
C’era una volta un pastorello di nome Bartolino che viveva alle pendici del Monte Cerreto con la nonna e lo zio. Un giorno si trovava con il suo gregge nei pressi delle rovine del castello sulla cima del monte, quando improvvisamente scoppiò un fortissimo temporale. Decise quindi di trovare rifugio in una piccola capanna di legno insieme alle sue pecore. La pioggia era violenta e raffiche di vento sferzavano la sommità del monte, quando all’improvviso un fulmine cadde poco lontano dalla capanna dove era rifugiato Bartolino.
Il rumore fu così assordante che il pastorello rimase frastornato. Quando si riprese, il temporale era passato ma le sue pecore non erano più con lui. In lontananza sentì risuonare un canto dolce che proveniva dai ruderi del castello e decise quindi di avvicinarsi per capire di cosa si trattava. Bartolino si calò nell’oscurità e si rese presto conto di trovarsi nei sotterranei nascosti del castello, il cui passaggio era stato aperto dalla caduta del fulmine. Arrivato a una porta di legno, decise di aprirla. Si trovò quindi di fronte a una ragazza bellissima, seduta a un telaio e con i piedi legati da una grossa catena fissata al muro.
Bartolino riconobbe subito la ragazza come Caterina, protagonista della leggenda del Monte Cerreto che gli raccontava sempre la nonna. Caterina narrò quindi a Bartolino la sua storia: un giorno il padre della ragazza fece prigioniero un cavaliere perché volevano strappargli un segreto. Ogni giorno veniva torturato ma Caterina non poteva vederlo soffrire. Con l’aiuto di un’ancella, riuscì a farlo fuggire legando una tela di lana fuori dalle mura. Durante la fuga, il cavaliere le disse: “Tornerò per portarti via con me. Dovunque tu sia, ti troverò, purché tu canti ed io seguirò la tua voce per trovarti”. All’indomani, però, il padre di Caterina trovò la tela di lana e ordinò alla ragazza di rimanere confinata per punizione nei sotterranei del castello. Solamente una forza immane della natura avrebbe potuto liberarla.
E tu, viandante, che passi di qui per caso, segui le orme di Bartolino fino all’ombra del castello. Lì troverai una serratura che deve essere aperta affinché Caterina possa finalmente essere liberata.
Come di tutte le migliori leggende, anche di questa si è offuscato, nel tempo,il confine tra la fantasia e la realtà.
Un documento molto importante per San Marino, redatto proprio sul Monte Cerreto, il Placito Feretrano, ti aiuterà a trovare la serratura per liberare Caterina.
Le coordinate finali sono:
N 43° 56.ABC
E 12° 25.DEF
Dove: ABC=x-y-(z*q)-33
DEF: r-s-t+(z*q)+19
X = anno della prima menzione del castello sul Monte Cerreto
Y= ettari di estensione del Castello in cui si trova il Monte Cerreto
Z= numero del sentiero che attraversa il Monte Cerreto
Q= numero delle lettere del Castello in cui si trova il Monte Cerreto
R= anno della scoperta del Placito Feretrano
S= anno in cui è stato scritto il Placito Feretrano
T= altitudine del Parco Verde
In zona il GPS non è molto preciso, ci potrebbe essere uno scarto di qualche metro tra le coordinate inserite e quelle reali. La cache NON si trova vicino alle fondamenta del castello. Porta delle pinzette!
fonte immagine Placito Feretrano: Wikipedia
la leggenda è tratta da "Fiabe e racconti di San Marino" di Gian Luigi Berti
