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La Miniera Marzoli di Pezzaze EarthCache

Hidden : 8/12/2021
Difficulty:
1.5 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size:   other (other)

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Geocache Description:


La Miniera Marzoli di Pezzaze e il museo "Il Mondo dei Minatori e l'Arte del Ferro" aderiscono al Sistema Museale della Valle Trompia e sono inseriti nell'itinerario La Via del Ferro e delle Miniere.

Il territorio della Valle Trompia è caratterizzato dalla presenza di una serie di rocce di natura ed età assai diversa, nella zona di Pezzaze si sono ritrovate “scorie di fusione” che documentano una diffusa lavorazione del minerale in ambito locale fin dalla preistoria. La valle vede la presenza di numerosi giacimenti di ferro, barite, fluorite e solfuri. Le mineralizzazioni a fluorite e solfuri piombo-zincoargentiferi costituiscono uno sciame di filoni che si possono trovare tra il Colle di Avano e la Val Torgola.

L’imbocco della galleria principale della Miniera Marzoli si raggiunge abbandonando a Lavone la strada della Val Trompia e proseguendo sulla strada che porta a Pezzaze sino ad una ampia curva posta tra Pezzazole e Stravignino. Il materiale estratto viene inviato agli impianti di lavorazione situati sul pendio erboso a sud di Stravignino, appena sopra la carrozzabile per Pezzoro.

La principale fonte di sostentamento per gli abitanti delle terre di Pezzaze è sempre stata, sin dai tempi più antichi, legata alle miniere: sia con l’attività estrattiva del minerale di siderite, sia con i forni per la fusione del minerale estratto da cui viene ricavato il ferro, sia con le fucine per la lavorazione del ferro: esistevano ben “cinque fucine grosse” che producevano attrezzi per gli artigiani e per l’agricoltura, in quantità tali da rifornire anche i paesi limitrofi.

Proviamo a descrivere le rocce presenti in valle seguendo l'ordine cronologico secondo il quale si sono formate, a partire dalle più antiche:

Nelle Alpi sono stati da tempo individuati i vari megablocchi tra i quali è avvenuta la collisione che ha formato l'imponente catena. Le unità geologiche possono essere suddivise in europee, oceaniche e adriatiche. L'area adriatica è conosciuta anche come Sudalpino o Alpi meridionali e consiste in un basamento Paleozoico derivato da sedimenti formatisi tra Cambiano e Siluriano, successivamente coinvolti nell'orogenesi ercinica. L'impulso orogenico principale ha portato questi sedimenti in profondità nella crosta, dove sono stati metamorfosati principalmente nel Carbonifero inferiore. Nel Carbonifero superiore nuovi movimenti li hanno riportati in superficie, e dall'inizio del Permiano al Cenozoico medio (da 300 a 30 milioni di anni fa) su queste rocce si è depositata la spessa serie sedimentaria del Sudalpino. Alla base della sequenza troviamo prodotti magmatici sia effusivi che intrusivi di una attività durata un po’ più di una ventina di milioni di anni all'inizio del Permiano, che meritano una attenzione speciale a causa del loro particolare significato geotettonico.    

All'inizio del Permiano nell'area che poi è diventata il settore meridionale delle Alpi tra le Dolomiti e il Piemonte si è formato un sistema di faglie grazie al quale si è individuata una serie di bacini separati l'uno dall'altro. In questi bacini si sono sedimentati spessori non irrilevante di depositi continentali contenenti lave alcaline. Questa carta ne mostra la distribuzione.

Da Est a Ovest le troviamo nel gruppo vulcanico Atesino, nelle Alpi Bergamasche (bacini orobici e Val Trompia – Val Caffaro) e nell'area tra Ticino, Piemonte e il NW lombardo, conosciuta come zona Sesia - Lanzo, dove è stata riconosciuta la presenza di grandi strutture come quella di Lugano – Valganna e le radici di una enorme caldera, nota come supervulcano della Valsesia.

Quindi il Basamento Cristallino (cioè la formazione più antica) sopra le formazioni sedimentarie triassiche (più recenti) è la conseguenza di azioni tettoniche legate ai fenomeni che hanno generato le Alpi. Nella parte più a nord, verso il Maniva, troviamo il Basamento Cristallino, costituito da filladi, micascisti e gneiss. Queste rocce, che hanno un'età di circa 360 milioni di anni, sono di origine metamorfica. Sul Basamento metamorfico troviamo una copertura di rocce di origine vulcanico-sedimentaria che hanno un'età che va da circa 270 a 225 milioni di anni (Permiano). Queste formazioni sono costituite da clasti (frammenti di rocce diverse), porfidi e vulcaniti.

La parte superiore delle formazioni del Permiano, costituita da arenarie, conglomerati e rocce vulcaniche, prende il nome di Verrucano Lombardo ed ha un'età di circa 240 milioni di anni. Al Verrucano Lombardo seguono i sedimenti di origine marina della Formazione del Servino (risalente al Trias Inferiore, con un'età quindi di circa 220 milioni di anni).

Il Servino è costituito da rocce carbonatiche come i calcari e da rocce terrigene come le marne, le arenarie e le siltiti. Segue quindi la Formazione della Carniola di Bovegno, caratterizzata da dolomie e calcari dolomitici che prendono in superficie una colorazione giallastra.      

I giacimenti di ferro della Valle Trompia si possono trovare nel Basamento Cristallino, il minerale che si estrae è la siderite, un carbonato di ferro (FeCO3). Nel Basamento sono presenti vene e banchi di siderite con limitata estensione e scarso interesse dal punto di vista estrattivo, mentre nel Servino troviamo tutti i giacimenti più importanti. La Formazione del Servino ha una potenza media (cioè uno spessore) di circa 150 metri ed è costituito da alternanze di argilloscisti, marne, calcari e calcari marnosi.

Comprende sei orizzonti: banchi che, pur interrotti e ridislocati da faglie, cioè da fratture cui sono seguiti scorrimenti delle due parti, si estendono su vaste dimensioni e possono attraversare diverse valli. Questi orizzonti, che comprendono concentrazioni di siderite che ricorrono a quote piuttosto omogenee, secondo una successione che si ritrova con una certa regolarità, vengono dai minatori chiamati casse. Ognuno di essi è contraddistinto da un diverso tenore (così è detta la percentuale di minerale utile rispetto allo sterile) e da un proprio nome.

Partendo dal letto (il limite inferiore che separa il Verrucano dal Servino) si distinguono: cassa salesina, banco di mezzo, cagnolo, cassa maestra, cime e, vicino al tetto (il limite superiore che separa il Servino dalla Carniola di Bovegno), cepiede.

I minatori sanno individuare a colpo d'occhio l'andamento e le quote dei filoni, così come riconoscere quale cassa si trovano di fronte e decidere quindi il tipo di intervento più opportuno.

Nel piazzale antistante l’imbocco della galleria e tra il materiale di scarto ammassato nei pressi dell’impianto di frantumazione si possono osservare vari frammenti di siderite.

La Siderite manganesifera, di origine sedimentaria, è un minerale che appartiene alla serie isomorfa dei carbonati romboedrici (calcite, magnesite, ecc.) con durezza 4, peso specifico 3,8. Il suo colore va dal giallo al marrone scuro o nero, nelle fratture o nei rari geodi si presenta anche in cristalli romboedrici di pochi millimetri di lato o, più spesso, in cristalli lenticolari di anche un centimetro di sviluppo. È un minerale composto da carbonato ferroso (FeCO3) contenente spesso anche magnesio e manganese, i suoi cristalli sono magnetici e appartengono al sistema esagonale, e sono in forma trigonale, tipicamente con facce curve e striate. È un minerale molto ricercato per l'estrazione del ferro, dal momento che è composto in larga misura di ferro e non contiene né zolfo né fosforo.

Visitare la miniera:

La visita è effettuata in parte su trenino ed in parte a piedi e grazie alla presenza di sagome scure che si intravedono nelle diramazioni laterali, sono evocati i momenti del duro lavoro dei minatori.

Alla visita in galleria si aggiunge lo spazio museale dedicato a “Il Mondo dei Minatori e dell'Arte del Ferro”, allestito nell'edificio un tempo riservato a funzioni di servizio dell'attività produttiva e ai dipendenti della miniera. Il museo si compone di due sezioni dedicate rispettivamente all'illustrazione storico-scientifica della realtà mineraria del luogo e alle opere in ferro dello scultore Vittorio Piotti (1935-2000). È una grande emozione trovarsi “dentro” la montagna, sentir risuonare i propri passi nelle gallerie, rivivere la “volata” (la simulazione del brillare delle mine), entrare in stretto contatto con un mondo apparentemente scomparso: quello degli uomini di miniera

Per informazione sugli orari di apertura della miniera e dei costi per la visita consultate il sito:

https://brescia.cosedafare.net/luoghi/pezzaze/miniera-marzoli-pezzaze-museo-mondo-minatori-arte-ferro/337 

Note: Si consiglia un abbigliamento comodo (giacca impermeabile e calzature sportive) adeguato alla temperatura del sottosuolo (circa 10° e il 90% di umidità).

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Per poter registrare come "found" questa EarthCache devi rispondere alle seguenti 5 domande:

1) Cosa è l'orogenesi ercinica?

2) Cosa è il Servino?

3) A causa di cosa avviene la trasformazione dei minerali di origine metamorfica? 

Dopo l’interessante visita al museo della miniera, rispondi a questi ultimi due quesiti:

4) In presenza di quale componente la siderite diventa nerastra?

5) Quale è la percentuale di ferro contenuta nella siderite estratta nella miniera Marzolli?

 

Affinché il ritrovamento sia valido, fatti una foto o falla al tuo GPS/smartphone/nickname (a scelta) con la miniera sullo sfondo o dentro la miniera durante la visita ed allegala al tuo log.

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