Questa è una delle sette parrocchie che furono da papa Pio VI, nel 1787, stralciate dalla Diocesi faentina ed aggregate a quella ravennate in compenso delle perdite subite dalla stessa Archidiocesi nel Cesenate. In alcuni documenti antichi è anche indicata con il nome di San Cristoforo di Almezzano. Molto probabilmente la chiesa primitiva era più antica del sec. XV. Già agli inizi del sec. XVI era sicuramente parrocchia, ciò appare evidente dall'atto rogato nel 1531 dal notaio ravennate Francesco Benincasa, con il quale viene stralciata dalla parrocchia di San Cristoforo del Mezzano la chiesa di Savarna. Dalla visita apostolica compiuta nella Diocesi faentina nel 1573 da monsignor Marchesini, si apprende che San Cristoforo in Mezzano era di giuspatronato dei Rasponi di Ravenna. A questo giuspatronato la famiglia Rasponi rinunciò solo in tempi recenti, quando era arcivescovo di Ravenna il cardinale Sebastiano Galeati (1887 - 1901). Tra la fine del sec. XVI e gli inizi del successivi vi fu nel territorio del Mezzano la grande bonificazione Gregoriana. Probabilmente nel 1666 vi fu un rifacimento generale della chiesa. Dei parroci di San Cristoforo in Mezzano il primo, di cui si abbia notizia, è don Giovanni Manini (1675 - 1709). Nel 1778 la chiesa fu di nuovo in gran parte restaurata. L'11 giugno 1914, fu saccheggiata ed incendiata durante la cosiddetta "Settimana rossa". Rimasero in piedi solo i muri perimetrali, di conseguenza si procedette alla sua ricostruzione. La canonica attuale è degli inizi del sec. XIX. La chiesa è stata integralmente rifatta nel 1960.
Per arrivare al final:
Nel piccolo porticato della chiesa, c'è una croce con alcune date: la più vecchia è x, la più recente y.
(Y-854-257) - (X-744×2)
Il risultato della espressioncina è J.
Quindi le coordinate del final sono: 44° 28.J 12° 05.331