Questa cache è nascosta lungo il Sentiero dei Girolimini, nei pressi del Cason dei Panossuni.
Si tratta di un contenitore di taglia "small" che contiene solamente il logbook, per cui portate con voi una penna per firmare.
Cason dei Panossuni
In questo tratto di percorso il sentiero si snoda completamente all'interno del bosco. Dopo vari tornatini si arriva nei pressi del Cason dei Panossuni, dopo aver superato quota 1000 m. La cache è nascosta nel muretto a secco alla vostra destra salendo (nella ricerca fatevi aiutare dalla foto spoiler in modo da non demolire completamente il muretto).

Il sentiero dei Girolimini
Il Sentiero dei Girolimini inizia dal centro storico di Piovene Rocchette. Parcheggiando nei pressi della “Birreria Vecia” si sale attraverso una scalinata che porta al “Fontanon”; di lì si inizia a salire verso il Santuario della Madonna dell'Angelo (533 m). In alternativa questo primo tratto di percorso si può percorrere anche in macchina, lungo la strada asfaltata della Via Crucis, così da portarsi direttamente nei pressi della chiesa dove c'è un ottimo ristorante e un comodo parcheggio.
Per continuare sul sentiero è sufficiente seguire le indicazioni, oltrepassando il Santuario della Madonna dell'Angelo e seguendo la mulattiera che sale verso sinistra. Il percorso, largo e molto ben tenuto lungo tutto l'arco dell'anno, continua per buona parte all'interno del bosco proteggendo dall'aria frizzante nelle giornate più fredde e dal caldo sole estivo. Lungo la salita è possibile sostare in un ampio prato che svelerà un suggestivo panorama sulla Pianura Padana e che, nei giorni migliori, mostra all'orizzonte il Mar Adriatico (vedi cache "Cason dei Giunori").
Per giungere in cima, al Santuario della Madonna del Monte Summano, sono necessarie circa due ore di cammino (una e mezza se si parte dal parcheggio dell'Angelo). In cima, vicino al Santuario, si trova la “Baita Genzianella”, gestita dal MASCI di Santorso, dove è possibile trovare ristoro. Per arrivare fino alla croce (1296 m) è necessario proseguire per un'altra ventina di minuti circa.

Il monte Summano
La forma conica del monte Summano, caratterizzata da due cuspidi, può ricordare quella di un vulcano; in realtà si tratta di una struttura prealpina calcareo-dolomitica. Per la sua particolare collocazione il monte rappresenta un elemento importante del paesaggio vicentino in quanto è l'ultima propaggine delle Prealpi verso la pianura.
Il suo ambiente climatico consente lo sviluppo di una flora variegata. La favorevole orientazione verso sud infatti fa sì che le precipitazioni nevose si sciolgano rapidamente. Questa esposizione particolare, unitamente al fatto di essere l'ultimo avamposto montuoso verso la pianura, favorisce lo sviluppo sulle sue pendici di una ricca flora che copre tutto l'intervallo delle tipologie di pianura, collina e media montagna sulla parte sommitale.

"Quando el Suman el gà el capeo, o che piove o che fa beo"
[infallibile proverbio metereologico veneto]
Storia del Sentiero dei Girolimini
La mulattiera che conduce fino alla cima del Monte Summano sembra esistere sin dall'antichità, nata come strada di pellegrinaggio. La denominazione “Sentiero dei Girolimini” ha le sue radici però intorno al 1452 anno in cui venne affidato ai frati di San Girolamo (detti Girolimini) il piccolo monastero sul Summano. I religiosi ingrandirono, impreziosirono il santuario e si insediarono nel borgo di Piovene Rocchette, dove costruirono un convento e un ospizio per i pellegrini diretti alla cima del Monte Summano.
Nei secoli successivi il convento di Piovene, l'eremo e il santuario goderono di notevole fama in tutto il Veneto e furono continua meta dei pellegrinaggi dei fedeli per le grazie e i miracoli dispensati dalla Madonna. Un decreto del 1777 del Senato della Repubblica Veneta però ordinò la soppressione di molti ordini religiosi e conventi, tra cui quello di Piovene e il Santuario del Summano cadde in decadenza.
La ricostruzione del relitto fu possibile solo nel 1892, quando il parroco di Santorso, comune vicino a Piovene Rocchette, ebbe l'iniziativa, grazie ai finanziamenti del senatore Alessandro Rossi. I frati girolimini vennero richiamati e sistemati in una villa a Santorso, fino alla soppressione dell'ordine che avvenne nel 1933. Dieci anni prima, nel 1923, l'Azione Cattolica, su proposta di Monsignor Ferdinando Rodolfi, fece erigere una croce in calcestruzzo di 16 metri come monito della Grande Guerra. Questa venne però gravemente danneggiata da un fulmine e fu quindi dotata di un parafulmine, mentre l'immagine del Cristo fu costruita nel 1993.