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Dopo aver esplorato Pinerolo e i luoghi della Maschera di Ferro, l'avventura non poteva terminare che con una citazione di Edmondo de Amicis.
Lo scrittore era molto legato a Pinerolo, descritta dallo scrittore con parole semplici, cariche di amore e passione: “Vista dall’alto, posta com’è all’imboccatura di due bellissime valli, ai piedi delle Alpi Cozie, davanti ad una pianura vastissima, seminata di centinaia di villaggi, che paiono isole bianche in un vasto mare verde e immobile, è la città più bella del Piemonte”.
De Amicis si stabilì a Torino nel lontano 1871 e spesso soggiornava con la famiglia a Pinerolo. Durante uno dei suoi soggiorni nella villa D’Aquiland, De Amicis scrisse ‘Alle porte d’Italia’ ispirandosi alla storia e al paesaggio del pinerolese: intere pagine dedicate ad una città che tanto ha condiviso con casa Savoia e posizionata ai piedi delle montagne con una spettacolare vista del grande Monviso.
Lo scrittore ha dedicato alla dominazione francese un capitolo (assai polemico..), intitolato "Pinerolo sotto Luigi XIV", che potete leggere interamente qui, dove viene citata anche la Maschera di Ferro:
"Presentemente si fa ancora un gran discorrere intorno a uno sconosciuto, portato lassù nell’aprile dell’anno scorso, con grandissima segretezza, una notte di pioggia, in mezzo a uno stuolo di cavalieri, comandati dal luogotenente Saint-Martin; e rinchiuso, dicono, nella torre chiamata torre bassa, che è quella di mezzo del castello, e la più tetra delle cinque. Raccontano che fu portato in lettiga, che veniva da Lione, che aveva sul viso una maschera di ferro. Chi crede che sia il conte di Beaufort, chi vuole che sia figlio di Cromwel. I soliti almanacchi. Per me, quando penso ai molti birbaccioni volgari che passaron per grandi personaggi perchè furon portati quassù, chiusi in gabbie, come tigri ircane, o in bussole, come principesse rapite, larvati, imbacuccati e tappati come se lo scoprimento della loro persona dovesse sconvolgere il mondo; mi pare cosa molto probabile che anche questo nuovo venuto non sia che un malfattore di dozzina, come chi dicesse il capo d’una delle cento congiure che si vanno scoprendo di continuo, o un avvelenatore di Corte, od anco un galantuomo qualsiasi, che ha detto quattro crude verità in faccia a Sua Maestà il Re di Francia."
Oggi, passeggiando nel quartiere San Maurizio è ancora possibile imbattersi nella Villa D’Aquiland che nel frattempo ha cambiato nome in ‘Villa Accusani’ e poi in ‘La Graziosa’, edificio che sorge nella zona dell’antico bastione Malicy. In alto, ben visibile dalla strada , è stata posta una grossa targa in marmo che ricorda il luogo dove lo scrittore soggiornò e scrisse il suo romanzo ‘Alle porte d’Italia’.
La cache si trova a queste coordinate: N 44° 53.BEA' E 7° 19.CDB'
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