
Ha inizio la seconda parte del GIRO DELLA SEJA E DEI PILONI. La prima e la seconda parte sono tra di loro indipendenti e si possono effettuare in due momenti separati. Se lo si desidera è persino possibile fare subito la seconda parte e poi la prima in un altro momento.
IMPORTANTE: Alla fine della seconda parte del giro è presente una cache bonus (per trovarla occorre trovare le cache dalla 8 alla 13). Gli indizi non sono scritti all'interno del logbook ma vanno cercati sul luogo ove è nascosta la cache.
INDIZIO #13 = L'anno in cui gli aiguebelle cedettero il castello di villar dora.
Dalla piazza del comune si possono vedere due dei principali monumenti di Villar Dora: il castello e la chiesa dei santissimi Vincenzo ed Anastasio (patroni di villar dora assieme a San rocco).
Il concentrico antico di Villar Dora è caratterizzato dallo splendido Castello Provana, situato sullo sperone roccioso che domina l'abitato. Il sito dell'attuale castello era occupato, fin dall'anno 1000, da tre caseforti appartenenti a famiglie signorili diverse, i Mont Venier, i Thouvet e gli Aiguebelle, i quali ne mantennero il possesso fino al xxxx. Dal 1333 fino al XIX secolo esso fu detenuto dai Provana del Villar, per passare quindi agli Antonielli d'Oulx. Dopo la metà del XIII secolo le tre casaforti furono unite da un muro, a formare un ricetto. Fu anche scavato un fossato e inserito un ponte levatoio, mentre nella parte occidentale fu elevata una torre rotonda il cui ingresso era rialzato a otto metri. Risale invece al 1444 un ampliamento voluto da Margherita Roero vedova Provana. L'architettura maestosa dell'edificio rende possibile un confronto con il vicino castello di Caselette, mentre l'utilizzo di mattoni e terracotta nella struttura lo connotano come un tipico castello di pianura. Il castello Provana subì, come la maggior parte delle strutture difensive valsusine, danneggiamenti notevoli da parte delle truppe francesi di Catinat a fine Seicento e circa un secolo dopo fu ricostruito dalla famiglia Provana. Altri interventi di restauro furono intrapresi a partire dal 1840, ad opera della famiglia Antonielli che ereditò il complesso in seguito al matrimonio con una discendente Provana. Nel 1870, infine, su progetto di Cesare Berta furono promossi lavori di consolidamento delle bifore in cotto, la costruzione di gallerie in stile neogotico per disimpegnare le camere e la realizzazione di un ampio giardino pensile.
A breve distanza dal castello sorge la chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio. Le origini dell'edificio sono antiche e sono forse legate ad una presenza dei monaci benedettini di Novalesa. La costruzione originaria, a memoria della quale resta, nel cortile interno, un capitello in pietra, fu pressoché totalmente ricostruita nel 1675 e nuovamente restaurata nel 1830. La chiesa presenta una facciata scandita da quattro lesene e da una trabeazione con timpano centrale affrescato. L'interno si sviluppa secondo un impianto ad una sola navata con quattro cappelle laterali e un profondo presbiterio decorato con semicolonne marmoree e archi a tutto sesto. La pianta è conclusa da un'abside semicircolare dove, sopra l'altare maggiore, è conservata la raffinata tela della Madonna col Bambino tra i Santi Vincenzo, Giovannino e Anastasio, databile al XVII secolo e da ricondurre alla committenza della famiglia Provana. Tra gli arredi si segnala, inoltre, la pala del San Rocco, risalente al 1718.