Questa cache è nascosta all'interno dell'Oasi Selgea, ed è dedicata ad una delle più belle falene della fauna italiana: la Saturnia del pero.
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La Saturnia pyri è una delle più grandi falene europee. La femmina può raggiunge la considerevole apertura alare di 150-160 mm, il maschio è di dimensioni un poco inferiori. Come quasi tutte le falene l'insetto adulto ha abitudini notturne, deve il suo nome al fatto che il suo bruco si nutre prevalentemente di foglie di piante da frutto, come ad esempio il pero. Il bruco di questa specie è caratterizzato da un bel colore verde con tubercoli azzurri e a maturità arriva a misurare anche 10 cm! Sulle ali sono presenti delle vistose decorazioni a forma di occhi, che servono per sorprendere il predatore e/o deviarne gli attacchi lontano dalle parti vitali.
Il ciclo vitale della saturnia
Il ciclo vitale di questa falena è annuale. Le uova vengono deposte dalla femmina ad inizio estate e si schiudono dopo qualche giorno. Il bruco ha inizialmente le dimensioni di pochi millimetri, poi si sviluppa fino a raggiungere le dimensioni di circa 100 mm. In questa fase il bruco cambia pelle diverse volte (fa diverse "mute"), passando dal colore marrone dei primi stadi a quello verde acceso degli stadi intermedi fino a raggiungere un bel colore giallo ocra a maturazione (ovvero poco prima di impuparsi). Giunto al termine dell'estate il bruco tesse un bozzolo sericeo che viene fissato normalmente in qualche anfratto riparato. All'interno del bozzolo il bruco si trasforma in crisalide, stato in cui rimarrà fino alla primavera successiva, quando nascerà l'insetto adulto che siamo abituati a riconoscere come farfalla!

I quattro stadi nella vita della Saturnia: uovo, bruco, crisalide e insetto adulto (farfalla). Foto di Paolo Mazzei.
Forse non tutti sanno che...
La farfalla allo stadio adulto ha come compito principale quello dell'accoppiamento. Il maschio di Saturnia riesce ad individuare la una possibile compagna anche a diversi km di distanza grazie alle sue antenne bipettinate, che gli permettono di "annusare" i feromoni sessesuali emessi dalla femmina. Oltre alla dimensione dell'addome è quindi la forma delle antenne che permette di identificare facilmente il sesso di un esemplare: per le femmine le antenne sono filiformi e sottili; per i maschi più tozze e bipettinate (vedi figura che segue, maschio a sinistra e femmina a destra)).

L'Oasi Selgea
L'oasi Selgea è ubicata, sotto l'aspetto geografico, nel punto di incontro tra i Comuni di Zugliano, Lugo di Vicenza e Fara Vicentino, lungo il torrente Astico che divide il sistema collinare delle Bregonze, dalle Prealpi Vicentine, a pochi chilometri dal centro di Thiene.
L'ex cava Selgea, denominata originariamente "Cava Molini", in quanto si trova non distante dalla località così chiamata per la presa d'acqua, è stata creata in un luogo molto interessante, ossia sulla riva sinistra del Torrente Astico, nel punto in cui lo stesso compie una specie di ansa per abbandonare definitivamente il territorio montano e collinare e raggiungere ora in modo veloce, ora lento la pianura. Questo lembo di terra, protagonista di periodiche inondazioni nel corso dei secoli, dal punto di vista amministrativo è diviso tra i Comuni di Zugliano, Lugo di Vicenza e Fara Vicentino. La conclusione dell'attività estrattiva iniziata nel 1979, imponeva agli utilizzatori di cave di sistemare idrogeologicamente il suolo, di effettuare un risanamento paesaggistico e, infine, di restituire il terreno agli usi agricoli, analoghi a quelli precedentemente messi in atto.
La natura si era già però ripresa il suo spazio, visto l'affiorare dell'acqua di falda. L'apertura della cava aveva dato origine ad un interessante specchio d'acqua permanente, come già era successo per altre cave di ghiaia ed argilla nel Veneto. Grazie all'intervento dell'uomo, si era creata una vera e propria area umida, simile a quelle che sicuramente esistevano in questa zona, in epoche passate, come del resto rivela la toponomastica dei luoghi ai piedi delle Bregonze.
Così un territorio "ferito" dall'attività umana, è diventato un luogo da proteggere e da conservare. E' oggi impossibile, vista la presenza d'acqua di falda, riportare all'uso agricolo il territorio della cava. La presenza di uno specchio d'acqua permanente permette la sopravvivenza di numerose specie vegetali ed animali e contribuisce a mantenere la cosidetta biodiversità.
