
FONTANA DI TREVI

La Fontana di Trevi, uno dei simboli più celebri di Roma, affonda le sue origini nel medioevo: il suo nome potrebbe derivare dal toponimo della zona (regio Trivii, attestato dal XII secolo) o dal triplice sbocco dell’acqua dell’antica fontana originaria.
Nel 1640, per volontà di papa Urbano VIII, Gian Lorenzo Bernini progetta una nuova fontana, limitandosi però alla realizzazione di un basamento ad esedra con vasca, addossato a edifici poi inglobati nel palazzo Poli. La fontana attuale è opera di Nicola Salvi, scelto nel 1732 da papa Clemente XII attraverso un concorso pubblico. L’opera, grandiosa ma ben integrata nella facciata del palazzo, si sviluppa come un arco di trionfo centrale con una scenografica scogliera da cui scaturisce l'acqua, animata da statue allegoriche e mitologiche. Al centro troneggia Oceano, sul cocchio trainato da cavalli marini e tritoni. La costruzione fu conclusa da Giuseppe Pannini, che regolarizzò le vasche centrali.

La Fontana ha subito vari restauri nel corso del tempo: uno nel 1989–1991, uno nel 1999 e un restauro completo nel 2014-2015 grazie al sostegno di FENDI.
L’ultimo intervento risale al periodo ottobre-dicembre 2024, nell’ambito del programma PNRR – Caput Mundi.
Questa manutenzione, più leggera ma mirata, ha riguardato le superfici inferiori, in particolare l’area tra la vasca e le gradinate, per rimuovere incrostazioni calcaree e patine biologiche.

I MATERIALI USATI
La Fontana di Trevi è costituita da un insieme eterogeneo di materiali, quali ad esempio marmo di Carrara, travertino, stucco e metalli.
La loro analisi e il confronto con campioni di riferimento permette di quantificare gli effetti del degrado e stabilire gli interventi più opportuni, atti a rimuovere ad esempio patine e incrostazioni.
Il travertino della Fontana di Trevi, in particolare, è caratterizzato da una predominante composizione calcarea, con elevata concentrazione di calcio e, in quantità minori, ferro e stronzio.
La patina rossa visibile sulla superficie della scogliera dimostra un notevole aumento della concentrazione di ferro, evidenziando un’alterazione significativa rispetto al travertino di riferimento.

I FATTORI DI DEGRADO
Esposta all’aperto, la Fontana di Trevi è soggetta a un insieme di fattori di degrado quali la presenza di inquinanti e agenti atmosferici, acqua e umidità, che esplicano la propria azione attraverso processi di natura chimica, fisica e biologica.
L’utilizzo del ferro per le staffe di sostegno ai gruppi scultorei, ad esempio, se da un lato garantisce vantaggi in termini di stabilità e resistenza meccanica, dall’altro pone problemi legati ai processi di ossidazione cui il metallo va incontro, con formazione di ruggine e, di riflesso, alterazioni estetiche del travertino.
Un altro importante fattore di degrado è la presenza costante di acqua e umidità, che comporta rischi di erosione e favorisce lo sviluppo di flora e fauna microbiche dannose per la pietra e gli altri materiali. Un ruolo, infine, è giocato dagli inquinanti atmosferici, solo in parte mitigati dalla semi-pedonalizzazione della piazza.
Piccole particelle si depositano continuamente sulle superfici, rendendo necessario un monitoraggio costante e periodiche operazioni di pulizia.

ELEMENTI DI GEOLOGIA URBANA
Oltre al valore artistico, la Fontana di Trevi è un vero “laboratorio all’aperto” dove osservare processi geologici urbani.
Le pietre dei monumenti esposti agli agenti atmosferici e all'acqua vanno incontro a fenomeni di alterazione chimica, fisica e biologica.
A Roma, questi processi sono amplificati dall’inquinamento, dal traffico urbano e dall’umidità.
Tra i principali fenomeni osservabili:
- Alterazione chimica: reazione dei carbonati con piogge acide e inquinanti atmosferici (SO₂, NOx) che porta alla formazione di croste nere o di gesso.
- Alterazione fisica: cicli di gelo/disgelo, cristallizzazione salina, erosione meccanica.
- Alterazione biologica: crescita di alghe, muschi, licheni e microrganismi che producono acidi e aggrediscono la pietra.
UNA CURIOSITA': L'ASSO DI COPPE

Come molti monumenti storici, anche la Fontana di Trevi è protagonista di leggende e racconti popolari. Uno dei più noti riguarda la scultura posta alla destra della fontana, conosciuta come "Asso di Coppe", per la somiglianza con la carta da gioco.
La storia – non supportata da fonti certe, ma molto diffusa – narra che nel 1732, durante i lavori diretti da Nicola Salvi per la costruzione della fontana, un barbiere che aveva bottega all’imbocco di via della Stamperia criticava costantemente l’operato dell’architetto. Per zittirlo, Salvi avrebbe fatto collocare proprio davanti alla sua bottega un grosso vaso scolpito, impedendogli così di vedere l’opera in costruzione e di commentarla ulteriormente.
L’elemento in questione appare effettivamente estraneo allo stile rustico della scogliera e alle decorazioni circostanti, e lo stesso Salvi descrisse quel tratto con un “rustico balaustro” decorato da due punte di scoglio, una delle quali “scherzosamente intagliata a guisa di Vaso”. Il tono ironico della descrizione sembra confermare un intento giocoso.
Qualunque sia la verità, il gesto avrebbe avuto l’effetto desiderato: impedire la vista al barbiere e continuare i lavori in pace.
FONTI
- The Oceanus statue of the Fontana di Trevi (Rome): The analysis of black crust as a tool to investigate the urban air pollution and its impact on the stone degradation. 10.1016/j.scitotenv.2017.03.185
- The Documents Relating to the Fountain of Trevi. 10.1080/00043079.1956.11408329
- The colors of the Fontana di Trevi: an analytical approach. 10.1080/15583058.2017.1383533
- The colors of the Fontana di Trevi: an analytical approach. 10.1080/15583058.2017.1383533
- Il travertino: la pietra di Roma. 10.3301/ROL.2013.23
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1. Osserva il lato sud-est della vasca. In quel punto l’acqua scende copiosamente: vedi croste o patine scure? Di che colore sono? Sono uniformi o irregolari?
2. In corrispondenza dei punti di caduta o spruzzo dell'acqua, noti depositi bianchi o incrostazioni? In quale parte del monumento si trovano?
3. Parlando dell'Asso di Coppe, ci sono segni di erosione (materiale consumato, superfici abrase) o piccole fessure? Dove?
4. In base alla tua osservazione, quale tra i processi elencati (chimico, fisico, biologico) è più attivo oggi sulla fontana? Motiva la tua risposta.
5. OBBLIGATORIO - Fatti una foto o falla al tuo GPS/smartphone/nickname (a scelta) di fronte a GZ (la fontana deve essere visibile).
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TREVI FOUNTAIN
The Trevi Fountain, one of Rome's most iconic symbols, has medieval origins: its name may derive from the area's toponym (regio Trivii, attested from the 12th century) or from the triple outlet of the original fountain's water.
In 1640, Pope Urban VIII commissioned Gian Lorenzo Bernini to design a new fountain. He only completed a semicircular base with a basin, attached to buildings later incorporated into Palazzo Poli. The current fountain was designed by Nicola Salvi, chosen in 1732 by Pope Clement XII through a public contest. The monumental structure, well integrated into the palace façade, takes the form of a central triumphal arch with a scenic cliff from which water flows, animated by allegorical and mythological statues. Oceanus dominates the center, riding a chariot drawn by sea horses and tritons. The work was completed by Giuseppe Pannini, who refined the central basins.
The fountain has undergone various restorations over time: one in 1989–1991, another in 1999, and a full restoration in 2014–2015 sponsored by FENDI.
The most recent intervention took place from October to December 2024, as part of the PNRR – Caput Mundi program.
This lighter but targeted maintenance focused on the lower surfaces, particularly the area between the basin and the steps, to remove limestone incrustations and biological patinas.
THE MATERIALS USED
The Trevi Fountain is made of a variety of materials, such as Carrara marble, travertine, stucco, and metals.
Their analysis and comparison with reference samples help quantify the effects of deterioration and determine the best interventions to remove patinas and incrustations.
The travertine of the Trevi Fountain, in particular, is mainly calcium-based, with high calcium concentration and smaller amounts of iron and strontium.
The red patina visible on the cliff's surface indicates a significant increase in iron concentration, showing clear alteration compared to reference travertine.
DETERIORATION FACTORS
Exposed outdoors, the Trevi Fountain is subject to various degradation factors, such as pollutants, weathering, water, and humidity, which act through chemical, physical, and biological processes.
The use of iron for supporting brackets of the sculptural groups, for example, offers mechanical stability but also leads to oxidation processes, rust formation, and resulting aesthetic alteration of the travertine.
Another key deterioration factor is the constant presence of water and humidity, which leads to erosion and promotes microbial flora and fauna harmful to stone and other materials. Atmospheric pollutants also play a role, only partially mitigated by the semi-pedestrianization of the square.
Fine particles constantly settle on surfaces, requiring ongoing monitoring and regular cleaning.
URBAN GEOLOGY ELEMENTS
Beyond its artistic value, the Trevi Fountain serves as an open-air “urban geology lab” to observe geological processes in cities.
Stones in monuments exposed to weather and water undergo chemical, physical, and biological alteration processes.
In Rome, these processes are intensified by pollution, traffic, and humidity.
Key observable phenomena include:
- Chemical alteration: reaction of carbonates with acid rain and pollutants (SO₂, NOx) forming black crusts or gypsum.
- Physical alteration: freeze-thaw cycles, salt crystallization, mechanical erosion.
- Biological alteration: growth of algae, mosses, lichens, and microorganisms that secrete acids and damage stone.
THE ACE OF CUPS
Like many historic monuments, the Trevi Fountain is the subject of legends and popular tales. One of the best known concerns a sculpture to the right of the fountain, nicknamed the "Ace of Cups" due to its resemblance to the playing card.
The story – not confirmed by solid sources but widely told – says that in 1732, during construction under Nicola Salvi, a barber with a shop at the entrance to Via della Stamperia continually criticized the architect’s work. To silence him, Salvi supposedly had a large sculpted vase placed directly in front of the barber’s shop, blocking his view of the construction and his comments.
That element indeed appears inconsistent with the rustic style of the cliff and surrounding decorations. Salvi himself described it as a “rustic balustrade” adorned with two rocky tips, one “playfully carved in the shape of a Vase.” The humorous tone supports a playful intent.
Whatever the truth, the gesture apparently succeeded: it blocked the barber's view and let work proceed in peace.
EARTHCACHE
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1. Observe the southeast side of the basin. In that area, water flows abundantly: do you see dark crusts or patinas? What color are they? Are they uniform or irregular?
2. At the points where the water falls or splashes, do you notice white deposits or encrustations? On which part of the monument are they located?
3. Speaking about the Ace of Cups, are there any signs of erosion (worn material, abraded surfaces) or small cracks? Where?
4. Based on your observation, which of the listed processes (chemical, physical, biological) is currently most active on the fountain? Justify your answer.
5. MANDATORY – Take a photo of yourself or of your GPS/smartphone/nickname (your choice) in front of the GZ (fountain must be visible).
Please do not write the answers in the log, but send them through my profile on geocaching.com.
You can log AFTER SENDING THE ANSWERS, without waiting for my confirmation.
If your answers are wrong, I will contact you.
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FUENTE DE TREVI
La Fuente de Trevi, uno de los símbolos más famosos de Roma, tiene orígenes medievales: su nombre podría derivar del topónimo de la zona (regio Trivii, documentado desde el siglo XII) o de la triple salida del agua de la antigua fuente original.
En 1640, por voluntad del papa Urbano VIII, Gian Lorenzo Bernini diseñó una nueva fuente, pero solo construyó una base semicircular con una pila, adosada a edificios que luego se integraron en el Palacio Poli. La fuente actual es obra de Nicola Salvi, elegido en 1732 por el papa Clemente XII mediante un concurso público. La obra, monumental pero bien integrada en la fachada del palacio, se presenta como un arco de triunfo central con una escenográfica escollera de la que brota el agua, animada por estatuas alegóricas y mitológicas. En el centro reina Océano, sobre un carro tirado por caballos marinos y tritones. La construcción fue finalizada por Giuseppe Pannini, quien regularizó las pilas centrales.
La fuente ha sido objeto de varias restauraciones a lo largo del tiempo: una en 1989–1991, otra en 1999 y una restauración completa en 2014-2015 con el apoyo de FENDI.
La intervención más reciente tuvo lugar entre octubre y diciembre de 2024, en el marco del programa PNRR – Caput Mundi.
Este mantenimiento, más ligero pero específico, se centró en las superficies inferiores, en particular el área entre la pila y las gradas, para eliminar incrustaciones calcáreas y pátinas biológicas.
LOS MATERIALES UTILIZADOS
La Fuente de Trevi está compuesta por una variedad de materiales, como mármol de Carrara, travertino, estuco y metales.
Su análisis y comparación con muestras de referencia permiten cuantificar los efectos del deterioro y establecer las intervenciones más adecuadas para eliminar, por ejemplo, pátinas e incrustaciones.
El travertino de la Fuente de Trevi, en particular, presenta una composición predominantemente calcárea, con alta concentración de calcio y, en menor medida, hierro y estroncio.
La pátina roja visible en la superficie de la escollera indica un notable aumento de la concentración de hierro, evidenciando una alteración significativa respecto al travertino de referencia.
FACTORES DE DEGRADACIÓN
Expuesta al aire libre, la Fuente de Trevi está sujeta a varios factores de deterioro, como contaminantes, agentes atmosféricos, agua y humedad, que actúan a través de procesos de naturaleza química, física y biológica.
El uso de hierro para los soportes de los grupos escultóricos, por ejemplo, garantiza estabilidad y resistencia mecánica, pero también provoca procesos de oxidación, formación de óxido y, en consecuencia, alteraciones estéticas del travertino.
Otro factor importante de deterioro es la constante presencia de agua y humedad, que conlleva riesgos de erosión y favorece el desarrollo de flora y fauna microbiana perjudiciales para la piedra y otros materiales. También influyen los contaminantes atmosféricos, solo parcialmente mitigados por la semipeatonalización de la plaza.
Las pequeñas partículas se depositan constantemente sobre las superficies, lo que hace necesario un control constante y operaciones periódicas de limpieza.
ELEMENTOS DE GEOLOGÍA URBANA
Además de su valor artístico, la Fuente de Trevi es un verdadero “laboratorio al aire libre” donde se pueden observar procesos geológicos urbanos.
Las piedras de los monumentos expuestos a los agentes atmosféricos y al agua sufren fenómenos de alteración química, física y biológica.
En Roma, estos procesos se ven intensificados por la contaminación, el tráfico urbano y la humedad.
Entre los principales fenómenos observables:
- Alteración química: reacción de los carbonatos con lluvias ácidas y contaminantes atmosféricos (SO₂, NOx) que conduce a la formación de costras negras o yeso.
- Alteración física: ciclos de congelación/descongelación, cristalización salina, erosión mecánica.
- Alteración biológica: crecimiento de algas, musgos, líquenes y microorganismos que producen ácidos y atacan la piedra.
EL AS DE COPAS
Como muchos monumentos históricos, la Fuente de Trevi es protagonista de leyendas y relatos populares. Uno de los más conocidos se refiere a la escultura situada a la derecha de la fuente, conocida como el "As de Copas" por su parecido con la carta del mismo nombre.
La historia –no confirmada por fuentes fiables, pero muy difundida– cuenta que en 1732, durante los trabajos dirigidos por Nicola Salvi para la construcción de la fuente, un barbero que tenía su tienda en la entrada de via della Stamperia criticaba constantemente la labor del arquitecto. Para hacerlo callar, Salvi habría hecho colocar un gran jarrón esculpido justo delante de su tienda, impidiéndole así ver la obra en construcción y seguir comentándola.
Este elemento parece efectivamente ajeno al estilo rústico de la escollera y a las decoraciones circundantes, y el mismo Salvi describió ese tramo como una “barandilla rústica” decorada con dos puntas rocosas, una de las cuales “tallada en forma de jarrón en tono burlesco”. El tono irónico de la descripción parece confirmar una intención juguetona.
Sea cual sea la verdad, el gesto habría tenido el efecto deseado: impedir la vista al barbero y continuar las obras en paz.
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1. Observa el lado sureste de la pila. En ese punto el agua cae abundantemente: ¿ves costras u oscurecimientos? ¿De qué color son? ¿Son uniformes o irregulares?
2. En los puntos donde el agua cae o salpica, ¿notas depósitos blancos o incrustaciones? ¿En qué parte del monumento se encuentran?
3. Hablando del As de Copas, ¿Hay señales de erosión (material desgastado, superficies erosionadas) o pequeñas fisuras? ¿Dónde?
4. Según tu observación, ¿cuál de los procesos mencionados (químico, físico, biológico) está más activo actualmente en la fuente? Justifica tu respuesta.
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