Il territorio di Germagnano si caratterizza per la sensibile differenza di quote altimetriche, comprese fra 485 e 1355 metri sul livello del mare: una prerogativa che ha favorito fra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento la nascita di attività turistiche e industriali. Nel processo di elettrificazione regionale un ruolo determinante fu svolto da un lato dalla pluralità di industrie chimiche, cartarie, meccaniche, tessili, produttrici di energia elettrica, essenzialmente per i propri fabbisogni, dall'altro da Società idroelettrica Piemonte (Sip) e Azienda elettrica municipale di Torino (Aem). Nelle province di Torino e Vercelli la Sip operava direttamente; lungo le aste della Dora Baltea e della Stura era invece attiva la Ovest Ticino, poi assorbita dalla Sip, consociata con la Piemonte Centrale Elettricità, che esercitava invece nell'alessandrino e cuneese.

Centrale Idroelettrica Funghera foto novembre 2024
L'architettura delle centrali che queste Società seppero convalidare è parte integrante del vasto patrimonio edilizio industriale di declinazione Art Nouveau che nel Piemonte a cavallo fra ‘800 e ‘900 raggiunse esiti di elevata qualità strutturale e stilistica, sia per la peculiarità dei fabbricati e delle infrastrutture che per l'omogeneità culturale. In tale ambito la provincia di Torino preserva ancora oggi un itinerario architettonico rappresentativo del fertile rapporto fra committenti elettrici e progettisti, ben esemplificato nella Centrale idroelettrica di Pian di Funghera. L’impianto fu inizialmente della Società elettricità Alta Italia, poi sotto la gestione della Sip e dal 1964 patrimonio Enel. L'ingegner Vincenzo Soldati sperimentò qui una soluzione integrata fra involucro e sistema meccanico-idraulico e, adottando una pianta articolata, creò corpi in muratura intonacata con ricorsi in mattoni e ampie finestrature a trifora racchiuse entro archicromie di gusto neomedievaleggiante. Contiguo è il fabbricato a quattro piani destinato ad abitazione dei dipendenti. L'edificazione, in due tranche, fu condotta da un’impresa tedesca. L'inizio della produzione di energia risale all'estate 1900 e prosegue tutt'ora.

Sala macchine centrale Funghera: alternatori Ercole Marelli da 200 KVA accoppiati a Turbine Francis della ditta Riva. Foto datata circa 1930 archivio Ercole Marelli
Nel maggio del 1921 entro in funzione l'elettrificazione della ferrovia Torino-Ceres in sostituzione del carbone. La corrente era prodotta dalla centrale di Funghera che alimentava con corrente alternata a 25 kV 50 Hz la sottostazione di Cirie. Qui la tensione veniva abbassata a 500 V da due trasformatori e alimentava due gruppi convertitori che producevano la corrente continua a 2000 V immessa in linea a 4000 V da due dinamo collegate in serie. Nel 1925 il TIBB installò un nuovo impianto composto da un gruppo mutatore a vapori di mercurio che sostituì i due gruppi convertitori, mantenuti in opera come riserva. Questo impianto, primo al mondo per l’alimentazione in corrente continua ad alta tensione di una linea ferroviaria, venne sostituito da uno analogo più perfezionato, rimasto in opera fino alla sospensione del servizio a trazione elettrica, avvenuta nei primi anni ottanta per improrogabili lavori di ammodernamento.
Fonte testo: "Torino Metropoli :Capolavori del liberty itinerario 2, seguendo il corso delle quattro Sture ..." ;"Museoferroviariopiemontese.it".