La storia:
Lancio di vipere da elicotteri
Segnalata per la prima volta in Francia negli anni settanta, la diceria è progressivamente migrata verso sud, prima in Svizzera e poi in Piemonte. Da qui, negli anni novanta si è diffusa nell'Italia centrosettentrionale e negli ultimi anni anche nella parte centromeridionale della penisola.
Sono segnalate numerose varianti riguardanti l'impacchettamento, il mezzo di trasporto e gli autori del lancio.
Imballaggio:
in scatole di cartone paracadutate (maggiormente diffusa);
sfuse, con la conseguenza che l'impatto le stordirebbe e verrebbero in gran parte mangiate da rapaci;
in sacchetti di plastica paracadutati;
in sacchetti di plastica contenenti acqua paracadutati;
contenitori ovoidali che si aprono all'impatto col suolo;
in pacchetti ammortizzanti recanti la scritta: "Maneggiare con guanti e forare prima del lancio".
Trasporto:
elicotteri;
aerei leggeri;
furgoni.
Autori:
Verdi;
WWF;
esperti raccoglitori di funghi, intenzionati a tenere lontani i roditori o i "dilettanti";
cacciatori, per tenere lontani i turisti;
case farmaceutiche, allo scopo di prelevare poi il veleno a fini medicinali;
Guardia forestale.
Si racconta, a volte, che le vipere sarebbero state lanciate per divorare i roditori che distruggevano i funghi. Si sarebbe cercato di riparare il danno introducendo dei cinghiali per sterminare le vipere; i cinghiali, incrociandosi con suini locali, avrebbero generato creature mostruose che adesso vagherebbero sul massiccio dell'Amiata. Di qui, l'introduzione dei lupi...
