Dentro il pittoresco paesino di Pianolungo, incastonato tra colline verdi e campi di fieno, la vita scorreva lenta e senza scosse. Era un posto talmente tranquillo che persino l’orologio della chiesa sembrava imbarazzato nel disturbare la quiete, e infatti si scusava con un rintocco sommesso prima di battere le ore. Nulla turbava la pace… tranne una cosa: Gino e Aldo.
Erano loro, infatti, il pepe nella minestra del paese. Due contadini di vecchio stampo, diversi come il sole e la pioggia, ma accomunati da un’insana passione per il litigio quotidiano. Si beccavano su tutto: dalla potatura delle viti alla forma delle nuvole, fino al numero esatto di bucce che dovrebbe contenere un sacco di patate. Se c'era un'opinione da contraddire, loro l'avevano già contraddetta prima ancora che fosse detta.
Chiunque si trovasse a passare per Pianolungo non poteva evitare di notarli. Gino, sempre con gli stivali infangati e lo sguardo perso nel cielo, era un sognatore nato, convinto che le nuvole parlassero in codice. Aldo, al contrario, era una roccia di pragmatismo: cravattino alla domenica, taccuino delle regole in tasca, e la convinzione che ogni cosa al mondo avesse un suo ordine — tranne, ovviamente, Gino. N 45° 40.585′ E 9° 11.734′
In una mattina di sabato come tante, con il mercato che brulicava tra bancarelle di miele e salami, Gino arrivò correndo nella piazza con la foga di chi ha visto l’impossibile. La gente si voltò, preoccupata: o era scappato un toro, o era successo qualcosa di ancora più strano. Gino, sudato e agitato, si mise in mezzo alla folla e sbraitò.
“Ascoltatemi! L’ho vista! Una mucca! Ma non una qualunque… una mucca volante! Sorvolava il fienile come un’aquila con le mammelle!” gridò, agitando le braccia come un mulino impazzito. La folla ammutolì. Qualcuno smise persino di masticare una fetta di pane e salame.

Il silenzio che seguì fu breve, spezzato da un’esplosione collettiva di risate. Tutti ridevano, tranne uno: Aldo. Il suo viso divenne rosso acceso, come un pomodoro pronto per la conserva. Con un’espressione tra il disgusto e l’indignazione, si fece largo tra la gente e si mise faccia a faccia con il suo eterno rivale.
“Balle!” sbottò. “Una mucca non vola! Forse hai fatto colazione con il fieno ammuffito, Gino!” La piazza si fece ancora più rumorosa, tra chi rideva e chi cominciava a schierarsi, annusando aria di disputa epocale.
“Io ti dico che l’ho vista con questi occhi!” ribatté Gino, indicando i suoi occhiali spessi come fondi di bottiglia. “Volava! Girava sopra il tetto del fienile! Non era un sogno, te lo giuro sulla mia zappa preferita!”
Aldo, senza perdere un colpo, incrociò le braccia e replicò secco: “Neanche con Ryanair le mucche si sollevano da terra. È fisicamente impossibile. E se tu hai visto qualcosa, dev’essere stata una bufala. In tutti i sensi.”
Diviso in due fazioni, il paese si animò come non succedeva dai tempi della disputa sulla salsa per i tortellini. Da una parte i “Ginisti”, pronti a giurare che qualcosa di straordinario era accaduto, dall’altra gli “Aldesi”, convinti che fosse la solita invenzione contadina. La discussione montava, al punto che la signora Palmira rovesciò le zucchine dal banco dalla foga con cui discuteva.
Intervenne allora il sindaco, uomo calmo e con la faccia di chi aveva accettato la carica solo per non pagare una scommessa a briscola. Si fece largo tra la folla, alzò una mano e disse: “Basta litigi. Domani mattina ci troviamo tutti al fienile e vedremo con i nostri occhi cosa sta succedendo. Con testimoni. E magari dei biscotti, che non guastano mai.”
Il giorno dopo, mentre l’alba ancora sbadigliava, una folla curiosa si radunò davanti al fienile. In mezzo a loro c’era Carletto, il nipote ventenne di Gino, con il suo tablet e il drone “Buzz” pronto al decollo. Carletto era un genio della tecnologia con una passione per i video bizzarri, e nessuno sapeva esattamente cosa stesse per mostrare.
Alla fine del video proiettato sul tablet, tutti trattennero il fiato… e poi scoppiarono a ridere. La mucca c’era davvero, ma era impagliata, legata a una carrucola e fatta volare avanti e indietro come parte di uno scherzo virale. Sullo schermo, apparve la scritta: “La rivincita delle vacche – Prossimamente nei fienili!” Il sindaco, con un sorriso rassegnato, dichiarò: “Gino aveva visto una mucca volante. Ma Aldo aveva ragione: non era viva. Come sempre, La verità sta nel mezzo.” Da quel giorno, a Pianolungo, nacque la leggendaria Festa della Mucca Volante.
