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Piazza Ferruccio Nazionale (Piazza di Città) 2.0 Traditional Cache

Hidden : 7/2/2025
Difficulty:
1.5 out of 5
Terrain:
1.5 out of 5

Size: Size:   micro (micro)

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Geocache Description:


BYOP!

Seconda versione di una mia multi (GC8FE8H), che ho dovuto archiviare perchè il nascondiglio non era più a prova di babbani. Ora è diventata una traditional.

La cache originale è stata nascosta in occasione del GIFF 2019 🎥 Al cinema in Officina (GC8E4KV).

 

Piazza Ferruccio Nazionale, chiamata dagli eporediesi anche Piazza di Città, è la piazza principale di Ivrea. È situata nell'antico borgo storico e separa la via centrale, via Palestro, l’antico decumano massimo, dalla sua prosecuzione, via Arduino. Anticamente, essa ospitava un ospedale, dismesso nel 1750 e sostituito dall'attuale Palazzo di Città, cioè il Palazzo Civico, sede del Municipio, dal quale spicca l'alto campanile con orologio. Da qui l’origine dell’antico nome, Piazza Palazzo di Città o, più semplicemente Piazza di Città, un nome ancora rimasto nell'odierno linguaggio popolare. Con la nascita di Vittorio Emanuele I (1759), la piazza fu prima intitolata al Re, ma, in seguito, venne rinominata Piazza Ferruccio Nazionale, in ricordo del partigiano qui impiccato nel 1944. La piazza ospita anche la chiesa di Sant’Ulderico, di origine medievale.

Durante la battaglia delle arance del famoso Carnevale d’Ivrea, in questa piazza tirano le squadre dell’Asso di Picche e della Morte. Il luogo è sede di diversi avvenimenti del Carnevale, quali il passaggio di poteri dal Sindaco al Generale, la presentazione alla popolazione della Mugnaia e della sua scorta e l’abbruciamento dello scarlo della parrocchia San Salvatore.

L'abbruciamento dello Scarlo. In primo piano, la Mugnaia, in piedi sul carro dorato; nel momento in cui viene appiccato il fuoco dagli Abbà, leva alta la spada, simbolo del riscatto dal tiranno, finché la bandiera tricolore in cima allo Scarlo non è del tutto consumata dal fuoco. Quanto più velocemente le fiamme risalgono il palo, tanto più la folla, all’esclamazione "A brusa! A brusa!", sottolinea il segno di buon auspicio per l’anno da poco iniziato.

 

Ferruccio Nazionale (Carmela)

Operaio della Olivetti, a 22 anni il giovane si unisce alla 76a Brigata Garibaldi, con il nome di battaglia “Carmela”. Viene scelto, per il coraggio dimostrato in numerose azioni nelle valli, come esecutore dell’assassinio di don Augusto Bianco, cappellano militare che sfrutta la propria autorità religiosa per incutere nella popolazione il timore della violenza fisica, accostandolo al timore di Dio. Viene catturato dalla X Mas poco prima dell’attentato, barbaramente torturato e impiccato il 29 luglio 1944 in Piazza di Città. Al collo i fascisti gli appendono un cartello con la scritta: “Aveva tentato con le armi di colpire la Decima”. I cittadini eporesiesi vengono obbligati a passare nella piazza affinché la visione del suo corpo possa essere d’avvertimento.

 

Chiesa di Sant’Ulderico

La chiesa, secondo quanto attesta la tradizione storiografica, venne innalzata negli anni immediatamente successivi alla canonizzazione di Sant’Ulderico, avvenuta nel 993, nel sito ove lo stesso Ulderico, vescovo di Augusta, di passaggio a Ivrea, nel 971 aveva operato un miracolo. Si narra che Ulderico si fosse fermato a Ivrea in un’osteria i cui i proprietari stavano piangendo la morte del proprio figlioletto; il vescovo compì un miracolo resuscitando il fanciullo. Il ragazzo, diventato adulto, fece costruire, nello stesso luogo in cui sorgeva l’osteria, una chiesa dedicata al vescovo che l’aveva salvato.

La struttura primitiva fu realizzata impiegando elementi di recupero del teatro romano esistente anticamente nell’area. L’edificio, che nei secoli ha subito profonde trasformazioni, dopo gli interventi di restauro eseguiti nel 1952 all’esterno esibisce la parte superstite del campanile romanico, unica testimonianza della costruzione originaria, databile alla prima metà dell’XI secolo, e la facciata probabilmente trecentesca con due finestroni chiusi in alto da un arco ribassato e, accanto al portale settecentesco, un accenno dell’arco a sesto acuto che incorniciava l’ingresso. Al termine dei lavori di ripristino, il fronte del luogo di culto è stato arricchito con la bella statua di Sant’Ulderico con il bastone pastorale, creata da Enrico Carmassi, direttore della Scuola d’Arte di Castellamonte, che si può ammirare nel mezzo del timpano triangolare; dal 1973, nella lunetta del portale è sistemato il bassorilievo rappresentante Cristo, realizzato in marmo proveniente dalla Puglia. L’architettura interna della chiesa, quale oggi ci appare, è il risultato del radicale cambiamento avvenuto nel Settecento, quando fu compiuta la ristrutturazione nelle forme barocche, cui si deve anche la creazione dell’odierna torre campanaria e della cupola.

 

Fonti:

www.wikipedia.it

www.archeocarta.it

www.comune.ivrea.to.it

www.rossetorri.it

www.storicocarnevaleivrea.it

 

Additional Hints (Decrypt)

Zntargvpn / Zntargvp

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)