Percorrendo l'antica via dei frati dietro il castello superiore di Marostica, sono ben chiari i segni della grande guerra. Retrovia pronta nell'evenienza che gli austro-ungarici, oltrepassassero l'altopiano di Asiago.
Durante la Prima Guerra Mondiale, Marostica e le colline vicentine circostanti hanno avuto un ruolo di immediata retrovia del fronte dell'Altopiano dei Sette Comuni, diventando un centro strategico per i comandi, il deposito di rifornimenti e il transito di truppe. La zona ha visto la costruzione di infrastrutture logistiche, come filovie, e l'allestimento di ospedali da campo, supportando le operazioni sul Pasubio e sul Monte Grappa.
Marostica come retrovia:
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Posizione Strategica:
La città si trovava ai piedi dell'Altopiano dei Sette Comuni e sulla direttrice Bassano-Schio, rendendola un passaggio obbligato per le truppe e i materiali diretti alle zone di guerra.
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Comando e Logistica:
È stata sede di importanti comandi militari, come il Comando Tappa, e utilizzata per il deposito di munizioni, armi e viveri.
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Infrastrutture Militari:
Vennero costruite infrastrutture di guerra, tra cui una linea filoviaria per rifornire le truppe sull'Altopiano e numerosi ospedali da campo per curare i feriti.
Le colline vicentine:
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Fronte di Battaglia:
Le colline venete sono state teatro di combattimenti cruciali tra l'esercito italiano e quello austro-ungarico, con punti di riferimento come il Pasubio e il Grappa.
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Alta Via della Grande Guerra:
Oggi, un itinerario escursionistico di circa 200 km collega i sacrari militari e i luoghi segnati dal conflitto, permettendo di scoprire la natura e i resti delle fortificazioni e delle trincee.
In sintesi:
Marostica e le colline vicentine, pur non essendo direttamente linea di fronte, sono state un'area fondamentale di supporto e logistica durante la Grande Guerra, riflettendo le conseguenze del conflitto sia sul territorio che sulla vita delle persone. 

