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[CB] BONUS 1 – Centrale di Malnisio Mystery Cache

Hidden : 9/1/2023
Difficulty:
2.5 out of 5
Terrain:
2.5 out of 5

Size: Size:   small (small)

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Geocache Description:


Sorta è per noi l'aurora della vita
e dell'amore. L'ossa dei proavi
nostri, dormienti nel gelido avello,
esulteranno

(Giuseppe Malattia della Vallata "La nuova strada" in Patria del Friuli 23.10.1910)

  • Il percorso della Adventure Lab e accenni di storia

Se la prima centrale elettrica europea venne inaugurata a Milano nel 1883, non dobbiamo dimenticare che le prime produzioni idroelettriche di Pordenone portano la data 1885. Il grande salto avvenne nel 1897 quando si dette avvio alla produzione elettrica in larga scala destinate  all'esportazione verso Treviso, Venezia e Udine.

Il progetto di massima, firmato dall'ingegner Luigi Salice e dal suo giovane nipote Aristide Zennari, prevedeva lo sbarramento del torrente Cellina presso il rugo Valfredda e la costruzione di una dotta parzialmente in galleria per alimentare due centrali - a Malnisio e a Giais - e di restituire alla Cellina, presso il Partidor, l'acqua prelavata a monte.

Dall'esterno della ex centrale idroelettrica “Antonio Pitter” risalite il canale di by pass che dallo sfioratore portava le acque, con piccoli salti per frenarne l'irruenza, a congiungersi davanti alla centrale per prendere poi la via verso la centrale successiva.

Troverete le indicazioni del sentiero MV07 con segnavia giallo blu.
Il sentiero attraversa il canale di by pass con due ponti per poi ad addentrarsi definitivamente nel bosco e raggiungere la galleria Monciaduda, una galleria di un chilometro e settantesei metri, interamente scavata a mano che portava le acque del Cellina fino a questo punto. Acque che a loro volta erano state intercettate alla "Diga Vecchia" (chiamata così dopo la costruzione di quella di Ponte Antoi), otto chilometri più a monte.

nella foto: le presa per il canale di derivazione che andava ad alimentare la centrale di Malnisio e quella di Giais



La costruzione di quello sbarramento (non si tratta di una vera e propria diga: è un'opera di derivazione controllata) si rivelò molto importante per le popolazioni dei paesi nella vallata, in quanto con l'edificazione fu costruita stata anche la prima strada carrozzabile che collegava Andreis (e da lì, Barcis e gli altri paesi più a monte) con la pianura: la ex Strada della Valcellina (strada che fu realizzata sopra il canale adduttore destinato alla centrale), ardita, amatissima e panoramica strada di dieci chilometri inaugurata nel 1906 e dismessa nel 1992.

L'acqua che adesso scorre nella galleria del Monciaduda è quella della sorgente del torrente Cjasarile che percola dall'alto, pochi metri più in su, e che vale una visita sia alla griglia di intercettazione che alla sorgente.

Proseguirete poi per muraglioni, ponti canale e bacini di quella che fu un'avvenieristica struttura (realizzata interamente a mano da cavatori e scalpellini locali e con la forza di trasporti animali in soli cinque anni) per la produzione di energia fino a raggiungere il monumentale complesso della centrale. Le turbine furono fermate e la struttura trasformata in museo nel 2006.

Per ottenere le coordinate finali dovete completare l’Adventure Lab Carbone Bianco [link qui sotto]


Visitando le cinque tappe dell'Adventure otterrai i numeri che ti permetteranno di ottenere le coordinate finali della cache.

To get the final coordinates you must complete the Adventure Lab Carbone Bianco [link qui sotto]

 

By visiting the five stages you will get the numbers that will allow you to obtain the coordinates of the cache.

La camminata si snoda lungo un percorso naturalistico e di archeologia industriale, che ti condurrà lungo il canale di alimentazione della centrale idroelettrica di Malnisio, nata in un periodo "eroico" della storia dell'idroelettrico e in funzione dal 1905 al 1988.

The walk passes along a naturalistic and industrial archeology route, which will lead you along the supply canal of the Malnisio hydroelectric power station, active from 1905 to 1988.

Tutte le tappe sono pensate per essere percorse a piedi, il percorso si snoda - in parte -  in sopraelevazione ma con buona protezione.

All the stages are designed to be covered on foot, the route winds - in part - at an elevation but with good protection.

In nessun caso ti sarà richiesto di allontanarti dal tracciato del sentiero del canale adduttore. Quando incontrerai l'intersezione con il sentiero CAI 987 scenderai e proseguirai nel bosco costeggiando la base dei muri contenitivi del canale convogliatore nel tratto finale verso la vasca di carico.

Under no circumstances will you be asked to move away from the path of the adductor canal. When you meet the intersection with the CAI 987 path you will descend and continue into the woods along the base of the retaining walls of the conveyor channel in the final stretch towards the loading basin.

DATI

Percorso: anello
Lunghezza: circa 3 chilometri complessivi
Lunghezza del manufatto storico: 979 metri
Altitudine minima: 282 m slm
Altitudine massima: 341 m slm
Ultima discesa: 106 metri (altezza del salto delle dotte)
Attrezzatura: da escursione semplice e con scarpe adeguate!

Accessibilità

Disabili (sedia a rotelle): non accessibile
Bimbi (passeggino): sconsigliato
Famiglie: per bambini autonomi e tenuti sotto controllo
Anziani: discretamente semplice
Cani: presenza acqua facilmente raggiungibile al bacino di calma

DATA

Route: ring
Length: approximately 3 kilometers in total
Minimum altitude: 282 m above sea level
Maximum altitude: 341 m above sea level
Equipment: light hiking with appropriate shoes



Accessibility

Disabled (wheelchair): not accessible
Children (stroller): not recommended
Families: for independent and supervised children
Seniors: fairly simple
Dogs: water easily accessible at the calming basin


 

  • La cache

Dopo aver completato l'Adventure Lab avrete tutti i dati necessari per ottenere le coordinate finali della cache.

After completing the Adventure Lab you will have the necessary data to obtain the cache's final coordinates.

N 46° 8.E▪︎C▪︎D ' E 12° 38.A▪︎B▪︎E '

Contenuto al momento della pubblicazione: logbook; matita; souvenir per il FTF, STF, TTF (scelgi il woodencoin del colore giusto); rimetti tutto come hai trovato, segnala qualora il contenitore sia danneggiato.

  • Ancora storia: la centrale elettrica dei primati

Per la costruzione di questa centrale fu impiegata una forza lavoro di oltre duemila persone.

All'epoca dell'inaugurazione, la centrale poteva vantare diversi primati: è stato il primo impianto trifase d'Italia, aveva la tensione di uscita più alta d'Europa, a 30 kV, ed era collegata alla linea elettrica più lunga del mondo, attraversare la pianura e la laguna veneta con una linea di 87 chilometri, appoggiata su pali di legno, che arrivava fino a San Giobbe a Venezia (vicino alla stazione). Fu anche la seconda centrale al mondo per potenza installata, e quella dotata degli alternatori più potenti mai costruiti. 

Nel 2006, in occasione del centenario della Centrale, grazie a fondi della Regione Friuli Venezia Giulia ed europei, viene restaurato l’edificio principale, con la grande sala macchine, dall’innegabile potenza evocativa. Qui sono esposte quattro turbine tipo Francis Riva Monnert accoppiate ai rispettivi alternatori. Si inaugura il Museo della Centrale, cattedrale della tecnologia e della conoscenza umana. È attualmente di proprietà del Comune di Montereale Valcellina.

Bibliografia

La vecchia strada della Valcellina - edizioni STAF
Luigino Zin - Uomini e Acque - Consorzio di Bonifica Cellina - Meduna

Credits

  • Progetto Dighe
  • Papà e la sua libreria, lo zio che mi portò nel suo posto di lavoro quando ero piccola facendomi innamorare di queste strutture e Sofija, perché Sofija c'entra sempre.
  • Aristide Zenari, l'ingegnere responsabile di tutta la parte idraulica e civile dello sfruttamento delle acque del Cellina e al quale dobbiamo queste opere. La centrale però è stata intitolata all'archietetto Antonio Pitter nel 1938, a due anni dalla morte di quest'ultimo. La polemica per l'intitolazione e il desiderio di non lasciare nell'oblio il nome della vera mente che è stata dietro tutto questo, continua ancora oggi. Nel 2018 è stata eretta una targa in suo onore sulla vecchia strada della Valcellina, in prossimità della presa del canale. Strada che sarebbe dovuta diventare una pista ciclabile (e quanto sarebbe stata meravigliosa!). La messa in sicurezza era iniziata ma mai conclusa. Insomma, non ne è andata dritta una.

A proposito, ma lo sapete chi è Silvia Zenari, la biologa e geologa alla quale è intitolato il Museo di Scienze Naturali di Pordenone? Una dei sette figli di Aristide Zenari. Sua è la Chiave botanica analitica per la determinazione delle principali specie vegetali dell’alta Italia (1956), che tutti gli studiosi di scienze naturali studiano e utilizzano per la scienza tassonomica. Anche su questa figura determinante e dimenticata ci sarebbe da scrivere una storia!

Questa cache fa parte della serie CARBONE BIANCO Scoprile tutte!

 

 

Additional Hints (Decrypt)

Nyy'natbyb - Ng gur pbeare

Decryption Key

A|B|C|D|E|F|G|H|I|J|K|L|M
-------------------------
N|O|P|Q|R|S|T|U|V|W|X|Y|Z

(letter above equals below, and vice versa)