La costruzione della vasca di carico della Centrale Elettrica di Giais si deve all'ingegnere civile Aristide Zenari (Pordenone 1862 – 1944), che per primo intuì la possibilità di sfruttare la forza delle acque del Cellina e ai duemilacinquecento operai, cavapietre, scalpellini e trasportatori e ai loro equidi che qui lavorarono.
l canale adduttore, alimentato dall'acqua risultante della centrale di Malnisio, dopo aver percorso circa otto chilometri, arrivava alla vasca di carico della centrale di Giais.
Questa è situata sul versante sud-est del colle morenico che separa la fascia pedemontana dalla pianura.
Notevoli sono le due condotte forzate che si inseriscono nella centrale, realizzate dall’ingegnere idraulico Antonio Pitter (Rorai 1867 – 1936), cognato di Zenari.
Superato agevolmente il ripido pendio con comodi tornanti (come a Malnisio) si arriva sotto alla vasca di carico che, dal punto di vista tecnico - costruttivo è analoga a quella della centrale di Malnisio ma è una struttura decisamente più piccola. Noterete subito che era stata prevista una terza condotta forzata che, con le altre, avrebbe compiuto un salto di 56,4 metri verso la centrale.
A destra vedrai la grande paratoia e uno sfioratore a stramazzo. L'acqua smaltita da qui veniva raccolta dal canale realizzato in calcestruzzo che si vede alla base della sponda sinistra del canale adduttore: si ricongiungeva in un canale aperto che intercettava l'acqua a valle della cantrale.
Sopra il griglione di presa, un nastro trasportatore serviva per scaricare il materiale fluitante intercettato dallo sgrigliatore automatico del quale è ancora visibile la centralina idraulica (qui, a differenza di Malnisio, manca il bacino di calma).
Dalla terrazza panoramica, salita una ripida scaletta metallica, si raggiunge raggiungeva il camminamento dove si trovano le manovre delle paratoie di presa (e anche i motori) e si gode della vista verso la pianura.
[listing aggiornato gennaio 2024]

Foto d'epoca: dalla vasca di carico alla centrale di Giais con una sola condotta forzata
Per anni la centrale di Giais funzionò con un generatore solo (ma questo te lo racconto alla cache GCAEVNJ)
Per capire come raggiungere la vasca (i lavori iniziarono nel 1905, entrò in servizio nel 1908 e fu dismessa nel 1988, insieme alle centrali di Malnisio e del Partidor) riferisciti ai waypoint e alle cartine sotto.
Troverai il ripido pendio che con comodi tornanti (come a Malnisio) ti porterà verso il complesso della vasca di carico che, dal punto di vista tecnico - costruttivo è analoga a quella che avrai già visto alla Centrale Pitter di Malnisio.
Qui però, l'opera è molto più spartana ed anche l'ambiente più isolato.
Abbi cura di rimettere la cache in modo che non sia visibile nè la cache nè le parti che la compongono. chiudi il coperchio bene
Contenuto al momento della pubblicazione: logbook; souvenir per il FTF, STF, TTF (scelgi il colore giusto); un wooden coin della Bracco Baldovič.
| Dati |
Accessibilità |
Percorso: possibile percorso ad anello per comprendere anche la cache successiva che si trova a circa 500 metri da qui
Lunghezza: le strade sono percorribili agevolmente a piedi e in bicicletta, alcune carrerecce sono interdette al traffico.
Parcheggiando a
N 46° 7.044780 E 12° 38.083980
ti aspettano 1.300 metri di percorso lineare fino qui
Altitudine minima:248 m slm
Altitudine massima: 271 m slm
Attrezzatura: da escursione semplice e con scarpe adeguate! |
Disabili (difficoltà deambulatorie): non accessibile
Bimbi (passeggino): non accessibile
Famiglie: per bambini autonomi e tenuti sotto controllo
Anziani: discretamente semplice
Cani: senza presenza di acqua, possibili situazioni di pericolo |
Vi prego di segnalarmi lo stato della cache e possibili errori di terminologia o di successione degli avvenimenti storici. Grazie!
Possibili itinerari ad anello
Anello interessante che ti porterà a seguire il canale aduttore fino al ponte canale (abbreviabile)

Altro itinerario che parte da una bella chiesa... con una cache.

Questa cache fa parte della serie CARBONE BIANCO Scoprile tutte!
